Agenzie Letterarie – ne vale la pena?

by • 07/01/2013 • Decamerone dei Morti, Editoria e Narrativa, RomanziComments (20)7550

Lettura di manoscritti, consigli per editing fai da te, indicazioni e suggerimenti da parte di professionisti. Questa è una parte dei servizi che le agenzie letterarie possono fare per uno scrittore esordiente, assieme a quella di rappresentanza. Funziona? Ne vale la pena?

Faccio outing e racconto un segreto di cui mi vergogno moltissimo.

Nel 2011 ho scritto un “romanzo”, una versione del Decamerone in chiave zombi ambientato nella Firenze del ‘300 (no, non è questa la cosa di cui mi vergogno, anzi!). Si chiama Il Decamerone dei Morti e mi ha divertito molto scriverlo, così come ritengo ancora adesso che non sia malaccio, né nell’idea né nello svolgimento. Ovviamente, non essendo io un vero scrittore, quel testo sarà pieno di errori di ogni genere, imperfezioni, refusi, problemi vari di struttura, sostanza e tematiche. Però magari non è da buttare.

Ai fini di questo articolo assumiamo però che faccia schifo ai cani e che non sia un’opera compiuta, valida e pubblicabile. Che sia monnezza.

Finito il romanzo, dopo averlo rivisto e rimaneggiato un paio di volte, provo a inviarlo a diverse case editrici e agenzie letterarie che fornivano servizi di lettura gratuiti, sottoforma di anteprime, primi capitoli, estratti e sinossi, coerentemente con le modalità indicate da ognuna di queste realtà. Ho praticamente battuto a tappeto l’intero mondo dell’editoria italiana che:

  • fosse raggiungibile per e-mail,
  • non appartenesse alla genìa abietta e infame degli editori a pagamento,
  • accogliesse manoscritti gratuitamente e
  • avesse collane in attinenza con il tema trattato.

Dopo una ventina di questi contatti, che si concludevano soprattutto con un “non ci interessa” o con un “pagaci e lo leggiamo” decido di “investire nel romanzo”. Breve parentesi: non voglio diventare uno scrittore di professione, ho già un lavoro molto soddisfacente e la mia è solo voglia di “gloria”, di veder pubblicato qualcosa di mio qua e là.

Decido allora di cercare una Agenzia Letteraria e pagare per far valutare il mio manoscritto. Online trovo servizi innumerabili da questo punto di vista, da parte di grandi e piccoli, conosciuti e sconosciuti. Mi affido alle dritte di Writer’s Dream e spulcio un po’ il mercato.

Decido di puntare sui MIGLIORI, i più costosi, i più seri e professionali sul mercato, una di quelle che a detta di tutti sta nel podio o nel Gotha delle agenzie letterarie italiane, la Piergiorgio Nicolazzini Literary Agency.

Piergiorgio Nicolazzini

Piergiorgio Nicolazzini

Il sito appare subito scarno ed essenziale (“eh bé, il sito è così scarno perché loro sono i migliori e non hanno sicuramente bisogno di farsi pubblicità, basta il nome…”). Una risicata paginetta spiega:

Il servizio si rivolge a chi avverte la necessità di un giudizio approfondito della propria opera e desideri stabilirne il valore e le potenzialità.

Dopo un’attenta lettura di professionisti che collaborano con l’agenzia, all’autore viene inviata una scheda in cui sono analizzati nel dettaglio gli aspetti tematici e stilistici del testo, oltre a essere evidenziati i punti di forza e segnalati gli eventuali difetti. Nella scheda saranno forniti anche specifiche indicazioni e consigli mirati per il lavoro sul manoscritto.

Il servizio di lettura è distinto dalla rappresentanza di un autore da parte dell’agenzia.

Nel caso l’opera presenti un particolare interesse per l’agenzia, verrà proposto, a parte, un accordo di rappresentanza esclusiva che potrà essere valutato dall’autore.

Per altre informazioni e usufruire del servizio di lettura, scarica il modulo”

Decido di stare al gioco e provare il servizio. Scarico il modulo e occhieggio le tariffe. “Il costo della lettura è di € 350 + IVA per testi fino a 300 cartelle, € 400 + IVA per testi dalle 300 alle 450 cartelle, €500 + IVA dalle 450 cartelle fino a un massimo di 650 cartelle, oltre il quale verrà concordato un ulteriore costo, basato sul numero di cartelle eccedenti.”

Minchia, penso, ma d’altra parte ne varrà la pena...

Il Decamerone dei Morti è di 487 cartelle, il che mi faceva rientrare nella fascia 500 euro + IVA (mortacci loro) per appena 37 cartelle. Chiedo allora uno sconto o di poter rientrare nella fascia delle 450 cartelle (400 + IVA), opzioni entrambe che mi vengono rifiutate.

Minchia, penso, ma d’altra parte loro sono così seri e importanti che non fanno eccezioni…

Siccome già però mi rodeva, decido allora di espungere un capitolo dalla lettura e scelgo quello meno importante, per poter comunque rientrare nelle 400 + IVA. Breve parentesi: Il Decamerone dei Morti è diviso in racconti più o meno collegati tra loro, come il modello originale di Boccaccio, e un paio di “giornate” possono essere espunte senza togliere nulla alla comprensione di quelle rimanenti. Commetto questa bischerata per risparmiare 120 euro, che con la crisi che c’è…

Niente, invio tutto alla PNLA e aspetto. Sono davvero felice di aver investito il guadagno di una settimana di lavoro nella mia passione. Magari, penso, il testo è buono e decideranno di rappresentarmi, o comunque avrò una bella “scheda dettagliata” o un “giudizio approfondito” che mi permetta di migliorare il tutto, o ancora, qualche dritta su qualche editore a cui Il Decamerone dei Morti possa interessare.

"Sono proprio ansioso di sapere cosa ne sarà del mio manoscritto"

“Sono proprio ansioso di sapere cosa ne sarà del mio manoscritto”

Alla fine della lettura del testo, ecco che arriva la scheda-di-lettura di PNLA. Analizziamola.

Sono 7 pagine, 8 cartelle per eccesso. La prima pagina è un riassunto dell’opera e l’ultima un riassunto dei consigli e dei suggerimenti. Restano 5 pagine, effettivamente dense di osservazioni utili, critiche e suggerimenti, ma che tuttavia lasciano a me il compito di leggere e rileggere tutto da capo, editare, rivedere, riscrivere, rifare. Non è quello che avevo in mente, anche se, effettivamente, è quello che a rileggere bene mi avevano promesso. Anche assumendo che il romanzo faccia schifo ai cani, per cosa ho pagato una settimana di lavoro? Per 10000 caratteri di buon senso da parte di un esperto? Per un parere professionale ben motivato in 5 cartelle editoriali?

Visto che nessuno mi ha chiesto di essere rappresentato, provo a chiedere se almeno qualcuno potesse offrirmi dei “suggerimenti su qualche editore a cui sottoporre il libro, una volta corretto”.

Dopo 21 giorni ecco la risposta:

“Gentile signor Longo,
ci dispiace, ma di solito non diamo questo tipo di indicazioni.
Cordiali saluti.”
cavecomp

L’efficiente segreteria della PNLA necessita di 21 giorni per rispondere con una riga a un cliente pagante.

Agenzie Letterarie: Io odio questa gente…

Fine della storia.

A questo punto ci sono tutti gli strumenti per farsi un giudizio. Vale la pena pagare 500 euro per un servizio del genere?

Ognuno risponda come crede.

Tanto per bilanciare, un’intervista a Nicolazzini!

La storia avrà un lieto fine che spero di poter rivelare presto…

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20 Responses to Agenzie Letterarie – ne vale la pena?

  1. Alessandro Sartori says:

    Grazie Mauro, come al solito le informazioni che condividi sono essenziali x chi si addentra nella giungla del publishing!
    Detto questo direi che il tuo post si commenta da solo e ognuno può farsi l’idea se valga la pena o meno di fare un investimento del genere ….
    Alessandro
    Ps: mi è arrivata la copia cartacea del Codice Cariddi, al di là dell’insindacabile qualità del contenuto, copertina e rilegatura sono ottime! Penso mi appoggeró anch’ io ad Amazon!

    • maurolongo says:

      Grazie Alessandro, spero che la mia esperienza possa essere utile a tutti. Non dico di NON affidarsi a una “lettura” da parte di esperti. Però vorrei che tutti abbiano in mente cosa vanno a pagare quando si affidano a queste agenzie. 100 euro a pagina di buon senso…
      PS: il servizio di Amazon è pressoché perfetto, poi dipende effettivamente da noi e da cosa ci mettiamo dentro…

  2. giannig77 says:

    interessante questo tuo contributo. Sono arrivato qui dopo la tua segnalazione al WD e… che aggiungere? Capisco le tue perplessità, delineate peraltro senza offendere nessuno. Io ho pubblicato due libri con una piccola casa editrice, non a pagamento, e in quei casi l’agente in fondo non è così fondamentale. Ho trovato, contattato e sono riuscito a farmi pubblicare senza aiuto o segnalazioni, ma appunto non sono necessari per arrivare alle piccole. Tu hai provato un gran salto e magari l’opera lo merita pure. Tuttavia, gli agenti, specie i Grandi, lavorano esattamente così. Selezioni accurate, secondo comunque criteri di soggettività (non sono infallibili nemmeno loro e di cantonate ne prendono) e servizi di questo genere. Non hai pagato per l’editing e, per quanto scarna, la scheda di valutazione è completa. Che poi 500 euro siano tantissimi per un risultato simile, riassumibile in una decina di cartelle, è un altro discorso, ma d’altronde hai fatto una scelta consapevole. E in un certo senso, hai fatto bene, hai provato. Io dico che alla fine della giostra non ne vale la pena.. non si sa mai come poter arrivare alle big, le componenti sono molteplici ma so per certo che qualcuno, anche senza agente c’è arrivato. Il difficile è arrivare a Nicolazzini, farsi rappresentare, dopodichè comincia un altro giro della giostra e si entra in un meccanismo dove l’autore è solo un piccolo, ma grande, ingranaggio di un sistema piuttosto settario.

  3. Come dire, l’utilità di una gomma da masticare per risolvere un’equazione ^^

  4. maurolongo says:

    @gianni… infatti hai colto proprio il punto. e le cartelle per cui ho pagato alla fin fine sono 5… :'(

  5. ursha says:

    Quanto valga la pena di spendere è un discorso… altro discorso è invece che personalmente penso non si possa dare un giudizio sul proprio lavoro guardandolo solo dal proprio punto di vista. Una valutazione sui risultati deve per forza passare per il confronto con qualcuno di “terzo” indipendentemente che si parli di letteratura o di un altro lavoro.

  6. Bangorn says:

    Lo ripeto anche qui: di solito un agente, che sia immobiliare, di commercio o di qualsiasi altro settore, prima lavora e poi si fa retribuire tramite provvigioni. Sarebbe bello se io chiedessi ai miei committenti di pagarmi prima, e io in un secondo tempo valuterò se vendere la loro merce. Con il primo assegno, darei loro giusto un parere sulla merce che dovrei vendere. Ambiguo.

  7. Il Moro says:

    Agenzie letterarie: come inventarsi un lavoro e far credere alla gente di averne bisogno.

  8. Davide says:

    Non so che dirti. Sembra, se non altro, che l’abbiano letto tutto: però non è che ti abbiano segnalato chissà quale segreto letterario che nessun altro avrebbe mai visto… E visto il prezzo richiesto, secondo me proprio non ci siamo. Grazie dell’esperienza che hai condiviso, e dei soldi che ci hai perso tu evitando che li perdessimo noi lettori! 🙂

    Vale il discorso generale che ogni lettura esterna è sempre utile (più o meno), ma da un servizio sì ben remunerato è lecito aspettarsi perlomeno un file fittamente commentato.

  9. Giovanna says:

    Salve, sposo pienamente la scelta di rivolgersi ad un’agenzia letteraria cui affidare la propria opera nella fase precedente la pubblicazione. Credo, tuttavia, che non sempre le agenzie che godono di maggiore fama siano sinonimo di qualità. Spesso, infatti, a fronte di servizi standard esse propongono un rapporto qualità – prezzo spropositato. Qualità è, a mio avviso, sinonimo di serietà e lo dimostra il fatto che ci sono agenzie che offrono un servizio di lettura del testo gratuita, rientrando essa tra le attività di scouting; a seguire, se il testo è ritenuto valido, si procede con la revisione che invece è a pagamento (come è giusto che sia) e si termina con il servizio di rappresentanza, anche questo gratuito. Dico queste cose per esperienza personale, essendomi affidata anch’io ad un’agenzia per alcuni miei scritti, sulla quale posso esprimere un giudizio più che positivo, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di editing. Si chiama “Parole filanti – Officina editoriale”. Se è interessato ad ulteriori informazioni il suo indirizzo email è: info@parolefilanti.it

  10. Luminoso says:

    Spezzo una lancia a favore di Nicolazzini o di chi ha compilato la mia scheda di valutazione.
    A settembre ho inviato il primo libro di una saga (fantasy/azione) all’agenzia PNLA, avevo grandi speranze, il mio libro era piaciuto a tutti, amici, conoscenti e gente che non conoscevo molto bene, ma hanno voluto leggerlo, tutti commenti positivi, con lettori che variano dai 17 ai 45 anni. Premetto che sono un perito informatico, quindi sono consapevole dei miei limiti con la lingua italiana, pensavo a un editing per metterlo a nuovo e vendere milioni di copie (hehehe), l’avevo già spedito a molte case editrici, mi son detto proviamo a mandarlo alla PNLA, magari sarà un successo, hehehe.
    La scheda di valutazione simile alla lunghezza descritta da maurolongo, mi ha fatto capire quanto ero lontano dalla realtà, ma invece di lasciare perdere e non scrivere più, mi son messo con pazienza a seguire tutti i loro consigli, a parte quelli con vedute personali (Es.:Mi dicevano che persone con poteri così eccezionali dovevano avere anche armi diverse da pugnali e pistole, questo è soggettivo e non l’ho cambiato, come anche altre particolarità.), vi dirò che devo ringraziarli, ora il mio libro è più lungo di quasi 25 pagine, per integrazioni che mi hanno consigliato, è più dettagliato, ho cambiato molti pezzi. Dopo la correzione, l’ho fatto valutare da altre tre agenzie(con costi inferiori), ok sono un pazzo, ma volevo avere un riscontro. Una con parere positivo, ma ancora piccole correzioni, ma disposta a rappresentarmi, l’altra super positiva, la terza aspetto la valutazione che arriverà verso la fine di giugno. Così penso: a settembre farò un editing e deciderò da chi farlo, le case editrici che hanno avuto la mia prima versione, l’avranno cestinato per quel mese e se non avrò trovato nessuno, mi autopubblico con qualche agenzia stile Youcanprint.
    Penso che se sei alle prime armi, con un primo libro, una valutazione ti aiuta, se riesci a non demoralizzarti.
    A me è servita, almeno a rendermi umile e consapevole.
    Nel frattempo ho conosciuto un editor, mi ha detto che la valutazione è troppo soggettiva, lui ha lavorato per una casa editrice nazionale che vende anche all’estero, così mi ha detto di mandargli il testo, l’avrebbe letto, gli piace il genere, mi darà una mano, spero….
    Scusate l’intrusione e buona giornata a tutti.

    • Marco says:

      Scusa, spendi centinaia e centinaia di euro mandando il testo a più agenzie per poi pubblicare con Youcanprint? E ti consideri pure soddisfatto? A me pare un fallimento totale ed assoluto, peggio di così non ti poteva andare, scusa se te lo dico.
      P.s.: anche se tu alla fine non pubblicassi con Youcanprint alla fine avresti speso centinaia di euro come uno che pubblica a pagamento. Comunque l’importante è che tu sia contento.

  11. maurolongo says:

    Ciao Luminoso e grazie per il tuo intervento! Sono contento che a te sia servito. Alla fine è servito anche a me devo dire e molti consigli erano effettivamente corretti, ma mi sembra sempre un servizio inadeguato alla spesa, nella mia personale percezione del valore delle cose…

  12. Settanta41 says:

    Certo, i costi sono alti.
    Però bisogna tenere conto che ogni consulente (chi lavora in azienda lo sa) si becca 500 euro al giorno. Per leggere un libro di centinaia di cartelle, commentarlo, cercarne i punti deboli e risolverli con consigli e suggerimenti, cercare i punti di forza e indicarli un giorno certamente non basta. A me non sembra una spesa incredibile, quando un medico ne chiede duecento per un quarto d’ora di visita e un idraulico settanta per aver preso la macchina. Detto questo, tutto è soggettivo: magari rimandando il tuo scritto oggi il lettore alla Nicolazzini magari cambia (ne avranno più di uno e si divideranno il lavoro), così cambia sicuramente anche il giudizio. E’ così, ma dal giudizio degli “esperti”, purtroppo, non si scampa!
    Ciao, grazie per la segnalazione

    • maurolongo says:

      Ciao Settanta, grazie a te del commento e della tua esperienza. Rimane un fatto. Io quei 500 euro a un consulente per fare un lavoro del genere non li darei (e non li avrei dati a saperlo prima) e penso che siano immeritati, specie per il risultato finale di questo lavoro.

  13. martina rossi says:

    Francamente mi allibisce questa cosa..
    Se si definiscono agenti devono fare gli agenti,
    non consulenti sull’opera…

  14. Portolini says:

    Lo dico senza volontà provocatoria: le è venuto il dubbio che magari il suo libro sia semplicemente terribile?

    • Mauro Longo says:

      Se per caso dovesse leggere anche l’articolo, ho scritto ben in evidenza che “Ai fini di questo articolo assumiamo che il libro faccia schifo ai cani e che non sia un’opera compiuta, valida e pubblicabile. Che sia monnezza.”
      Grazie per aver partecipato al nostro show.

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