Cockneys vs Zombies

by • 03/12/2012 • Consigli per gli acquisti, RecensioniComments (0)8404

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Cockneys vs Zombies è un film inglese del 2012,  una sorta di commedia d’azione a base di zombi ambientata a Londra. Alcuni ragazzi dei quartieri popolari e un gruppo di anziani di una casa di riposo devono fronteggiare un outbreak di morti viventi e filare via dall’East End prima che sia troppo tardi.

Cosa succede

Il titolo di questo film palesa in maniera del tutto trasparente di cosa lo stesso tratti: morti viventi contro cockney, ovvero i “londinesi de londra”, gli abitanti della Londra popolare dell’East End, i borgatari della capitale britannica. In praticamente tutte le scene regista e sceneggiatori tendono a ribadire il concetto “cockney” almeno quanto quello di zombi, mostrando i quartieri dell’East End, facendo parlare i personaggi nel modo più cockney possibile, con accento pesantissimo e perfino usando iperboliche terminologie di questo slang (purtroppo uno spettatore italiano difficilmente coglierà questi dettagli), incentrandosi su situazioni tipiche: ospizi per anziani che chiudono, rapine, squallore di quartiere, personaggi poveri e ai margini della criminalità, però patriottici e con il cuore d’oro.

La storia inizia quando una squadra di operai ritrova in un cantiere una cripta risalente al 1666, l’anno della grande pestilenza e del grande incendio di Londra (il che lascia presumere che questi eventi fossero segretamente collegati a un’altra apocalisse zombi). Due operai si inoltrano tra teschi e resti umani, ma vengono attaccati da alcuni morti viventi quasi completamente distrutti. L’evento scatena in sordina una “fuoriuscita di zombi” con successiva invasione del distretto e, poco a poco, di tutta Londra. In mezzo alla devastazione e ai massacri che ne conseguono, un gruppo di giovani rapinatori e un altro di anziani corrono, sparano, scappano avanti e indietro per il quartiere e infine aggiungono una barca su cui fuggire lungo il Tamigi.

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Grezzezza

Tasso di grezzezza elevatissimo. Come già accaduto per (l’analogo) Attack the Block, ma anche per i vari Misfits, Lock&Stock, The Snatch e altre trashate degli ultimi anni, gli inglesi si divertono a dipingere periferie e personaggi più reali del vero, volgarissimi nel parlare, privi di ogni legalità, abituati a vivere di espedienti, truffe e abbandono da parte delle istituzioni, legati solo a famiglia, amicizie e valori di strada o quartiere. Ne esce fuori anche qui un campionario di personaggi tamarrissimi, dal primo all’ultimo senza alcuna eccezione. In questo clima di tarrezza diffusa, si distinguono tra gli altri comunque il rapinatore con la placca di metallo in fronte (immaginatevelo già massacrare zombi a testate e subito dopo come zombi a cui è impossibile sparare in testa!) e il nonno dei tre rapinatori, un concentrato di acredine, sarcasmo, vecchiaia e laidità che non ha molti paragoni nel cinema di genere.

Nerdismo

Trattandosi di un film di zombi, l’argomento è automaticamente nerd e non serve specificare ulteriormente. Menzione d’onore al fatto che, appena il primo zombi appare, tutti sanno già che proprio di zombi si tratta e che bisogna sparargli in testa, evitando così le trite e ritrite scene di altri film del genere, in cui i personaggi si devono prima rendere conto dell’orrore che li circonda, poi di come funziona, poi di cosa fare contro “i morti”, “quelle cose”, gli “erranti”, i “morsicatori”, le belve” e così via. Basta! Si tratta di zombi: tutti ormai sappiamo cosa sono e come fregarli! Finalmente un film che rimette le cose a posto…

Figaggine

Fermi restando gli ottimi livelli di grezzezza e nerdismo, il film non raggiunge un grado di figaggine altrettanto elevato: niente grandi premi o citazioni, niente accenni all’alta cinematografia o grandi temi trattati. Solo un ottimo filmaccio di cockney contro zombi, utile al massimo per ripassare tutti i cliché possibili sui londinesi di periferia, i londinesi “veri”, tanto per capirsi.

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La Chicca

Grande abbondanza di chicche in questa pellicola: dal commando organizzato nell’autobus a due piani al tizio con la placca in fronte, dal vecchio cockney che sciorina la più arzigogolata etimologia slang per il suo linguaggio incomprensibile alle tre bombe a mano legate assieme “we call it ‘the bitch’!“.

Citazione eccezionale però per la scena del vecchio inseguito dagli zombi. I morti viventi del film sono infatti quelli della versione “lenta e strascicata” e non i necroti-raptor di altri zombie-movie (vedasi la saga dei 28 dopo…). Quando però il loro bersaglio è un anziano disabile che fugge con il tutore l’inseguimento si fa paradossale: zombie lenti e incapaci che “corrono” dietro un vecchio altrettanto lento e impacciato: epico!

La Fesseria

Pellicola scoppiettante e leggera che non si prende mai sul serio. Rovinano la messinscena forse solo un paio di elementi: innanzitutto il minutaggio breve e concitato (solo un’ora e venti di film) che restringe molte situazioni interessanti in un tempo troppo limitato.

Un certo buonismo di fondo e una predilizione per l’happy ending (per i protagonisti, s’intende, non per il resto del mondo) stonano poi un po’ con il canone del genere zombi, che vorrebbe invece maggiore crudeltà e cattiveria nella trama. A me piacciono i film di mostri dove alla fine vincono i buoni, però avrei messo più perdite tra i personaggi, per esempio tra i vecchiacci dell’ospizio.

Forse unica vera fesseria del film è la velocità e inesorabilità con cui si diffondono gli zombi per Londra. Come già detto si tratta dei classici nonmorti lenti e bavosi di romeriana memoria: come fanno a distruggere una città moderna come Londra in mezza giornata, a prendere di sorpresa polizia e guardie varie, a uccidere la gente casa per casa?

Peccati veniali, tutto sommato perdonati per l’impianto generale dell’intero film.

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Giudizio complessivo

Cockneys vs Zombies è un film che mantiene perfettamente le aspettative e la promessa del titolo: cockney contro zombi, pistolettate, tamarraggine londinese, qualche massacro, una città distrutta, un’apocalisse di morte in corso e le periferie che si schierano contro la marea grigia. Un filmaccio di serie b, ma ben fatto, una cafonata di 80 minuti di intrattenimento, da vedersi preferibilmente in lingua originale.


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