Dying Earth – le Terre Morenti del fantastico

by • 07/04/2016 • Dal LibroGame al Gioco di Ruolo, Editoria e Narrativa, Repertorio FantasticoComments (4)2461

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Dying Earth, la Terra Morente, è un’ambientazione (oltre che un libro) di Jack Vance. Ma quante sono le Terre Morenti del fantastico?


Nell’assenza endemica del sottoscritto, torna a farci compagnia per fortuna l’Amico della Caponata Yuri Zanelli, con un nuovo interessante articolo su The Dying Earth, anzi, sulle tante Dying Earth della narrativa fantastica e del gioco di ruolo.

Buona lettura!

Dying Earth: le Terre Morenti nel fantastico

In molti sono propensi a considerare fantasy, science fiction e horror come generi separati.

Le maggiori differenze sono viste nel fatto che il fantasy è di solito ambientato in mondi totalmente immaginari o al limite (come nel caso del Ciclo di Conan di R.E. Howard, dei racconti di Hyperborea di Clark Ashton Smith e delle opere di J.R.R. Tolkien) in un passato mitico difficilmente collocabile.

Nella science fiction invece l’azione si svolge tipicamente nel futuro più o meno lontano, mentre l’horror ha una collocazione contemporanea o in un’epoca passata ben definita.

Dying EarthEsiste però un nutrito e importante filone del fantastico in cui queste differenze si confondono: è quello delle Terre Morenti.

A parte le visioni apocalittiche religiose la descrizione del nostro pianeta alla fine del suo ciclo vitale è diffusa sin dall’epoca romantica.

Il poema Darkness (del 1816) di Lord Byron è probabilmente la prima opera dove viene rappresentata la Terra dopo lo spegnimento del sole.

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L’agonia o la morte della nostra stella è una caratteristica che diverrà tipica del genere, come nel suo romanzo capofila: The Night Land di William Hope Hodgson, del 1912.

Il romanzo è ambientato in una terra divenuta totalmente buia, dove i pochi sopravvissuti dell’umanità vivono reclusi in un’enorme città-piramide di metallo, circondati da un ambiente allucinante popolato da creature misteriose.

Nel 1932 il grande scrittore e poeta californiano Clark Ashton Smith scrive The Empire of the Necromancers, primo racconto della serie di Zothique. Il ciclo è ambientato nell’omonimo continente, l’ultimo di una Terra del lontanissimo futuro, illuminata da un sole agonizzante, sotto il dominio della magia nera e di perversi tiranni. Nonostante il fatto che Smith si ritenesse soprattutto un poeta e considerasse lo scrivere racconti un mestiere come un altro, le sue storie sono caratterizzate da una qualità letteraria altissima.

Dying earthNon è un caso che il primo libro di Jack Vance, The Dying Earth (La Terra Morente), debba moltissimo a Zothique: anche qui troviamo il nostro pianeta spopolato e alle prese con l’imminente spegnimento della sua stella, insieme ai resti di una tecnologia avanzatissima che appare ai nostri occhi come un miscuglio di magia, alchimia e superstizione. Questa magistrale opera pubblicata nel 1950 non è un vero e proprio romanzo: si tratta di una serie di racconti che condividono l’ambientazione e in un paio di casi alcuni personaggi.

L’autore ritorna alla Terra Morente nel 1966 con l’altrettanto acclamato The Eyes of the Overworld (Le Avventure di Cugel l’Astuto) in cui appare per la prima volta l’antieroe Cugel: ladro e truffatore che assume sovente anche il ruolo dell’ingannato.

Questo romanzo e i seguenti sono caratterizzati da un tono decisamente più ironico di quello di The Dying Earth, che non si rifà alle atmosfere più horror del ciclo di Zothique, ma piuttosto ai suoi racconti più leggere come The Voyage of King Euvoran e The Black Abbot of Puthuum.

Gli altri romanzi del ciclo sono Cugel’s Saga del 1983 (La Saga di Cugel) che continua le avventure del famigerato ladro e Rhialto the Marvellous del 1984 (Rhialto il Meraviglioso) in cui sono narrate le vicende di un gruppo di arcimaghi annoiati che usano la loro incredibile magia per scherzi feroci e lotte di potere. Con questa serie Vance si dimostra un grande autore, insuperato nell’inventare usanze, religioni e popoli originalissimi. I suoi sono libri da leggere e rileggere, per coglierne tutte le sfumature di umorismo, disincanto, ironia feroce e senso del meraviglioso. Tra l’altro, come avremo modo di vedere più avanti, questa saga sarà cruciale per lo sviluppo del primo gioco di ruolo della storia.

Quello di Dying Earth è un ciclo che ha fatto scuola, tanto che nel 1974 Michael Shea scrive un seguito autorizzato della prima avventura di Cugel : A Quest for Simbilis, poi sostituito nel “canone” della serie da Cugel’s Saga. Sempre Shea scrive nel 1982 Nifft the Lean, che raccoglie quattro racconti con un protagonista furfantesco simile a Cugel.

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Altre opere ambientate in una terra del futuro alla fine del suo ciclo nonché da personaggi spesso amorali e annoiati dalla vita sono:
La serie di Gondwana a firma di Lin Carter: Un curioso incrocio tra Zothique, Atlantide, Lemuria e Terra Morente vanciana. Il primo romanzo ad uscire nel 1969 è Giant of World’s End, a cui seguono poi diversi prequel.
La saga di Viriconium, (iniziata nel 1971) città del lontanissimo futuro situata tra una natura soffocata da rifiuti millenari, inventata da M. John Harrison. Lord Tegeus-Cromis, particolare figura di soldato-dandy, si sforza di difendere tale luogo da una serie di minacce che includono automi extraterrestri e orde barbariche. Il primo romanzo è del 1971.
Dancers at the end of time, serie di Michael Moorcock pubblicata a partire dal 1972. Vi troviamo sempre una Terra invecchiata oltre ogni dire, una scienza talmente avanzata da sembrare magia e abitanti in preda a un tedio che nemmeno le distrazioni più esotiche riescono ad alleviare. Il protagonista Jherek Carnelian come al solito nei romanzi di Moorcock, tende a confondersi con altri personaggi dello stesso autore (anche nel nome simile a Jerry Cornelius e Jary -A-Conel). Egli cerca di evitare la catastrofe finale tra viaggi del tempo, alieni, e paesaggi artificiali.
– La saga The Book of The New Sun, di Gene Wolf: anche questa influenzata da Vance per ammissione dell’autore. È la storia di Severian, torturatore dotato di memoria fotografica, destinato a grandi imprese.

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Infine è doveroso ricordare l’antologia Songs of the Dying Earth (del 2009), curata da Gardner Dozois e da George R. R. Martin.

Un vero e proprio omaggio al creatore di Cugel e Turjan che include racconti di scrittori come Tanith Lee, Tad Williams, Dan Simmons e Neil Gaiman, nonché dello stesso autore di “Le Cronache Del Ghiaccio e Del Fuoco”, grande ammiratore di Vance.

Le Dying Earth nei giochi di ruolo

Come già detto in un articolo precedente, l’opera di Clark Ashton Smith è servita da ispirazione per diversi autori di GDR.

Zothique però non ha un suo gioco ufficiale, nonostante siano stati tentati alcuni adattamenti non canonici con diverse incarnazioni di D&D classico, retrocloni vari e d20 System.

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Tra i vari titoli possibili per ricreare il feeling dei racconti un gioco molto adatto è Crypts and Things, variante britannica di Swords & Wizardry pubblicata dalla D101 Games, creata palesemente per riprodurre le atmosfere della sword & sorcery più oscura sul tipo di Zothique o delle avventure di Kane di Karl Edward Wagner.

La saga di Vance è invece legata alla vera e propria nascita del primo gioco di ruolo. Infatti il sistema magico di D&D delle origini è mutuato da quello della Terra Morente: gli incantesimi studiati da un libro devono essere catturati dalla mente del mago con un grande sforzo di volontà, per poi esserne liberati al momento del lancio, fatto che li cancella totalmente dalla memoria. Le stesse magie degli stregoni vanciani sono entrate con il tempo a far parte del primo GDR: fulmini, raggi prismatici e il famoso “ferma tempo” provengono tutti dal ciclo di Dying Earth.

Tale sistema è stato poi spesso modificato, sia nelle house rules dei vari master sia ufficialmente nelle successive versioni, per tornare in forma ritoccata nella quinta ed ultima edizione del gioco.

Ioun_stonesInoltre tra i vari oggetti magici “vanciani” del gioco spiccano le Ioun Stones: pietre incantate che appaiono in Rhialto The Marvellous. Gary Gygax ottenne da Vance il permesso di includerle nel suo gioco e da allora sono diventate una parte irrinunciabile della lista degli oggetti magici di D&D.

Come se non bastasse Cugel l’astuto è stato (insieme al Grey Mouser di Fritz Leiber) l’ispirazione primaria per la classe del ladro, introdotta con il supplemento numero 1: Greyhawk (1975). Cugel durante le sue avventure compie molte delle tipiche azioni dei ladri “ruolistici”: si introduce in dimore incantate per rubare oggetti magici, pugnala alle spalle i suoi nemici e cerca di pronunciare incantesimi che spesso gli si ritorcono contro con effetti tragicomici. Questo particolare ha dato origine alla capacità dei ladri di alto livello di usare le pergamene magiche, ma con una percentuale di fallimento. Non si può poi fare a meno di ricordare Vecna, il mago non morto in seguito promosso al rango di divinità dei segreti: il suo nome non è altro che un anagramma di Vance.

Dark Sun Dying EarthL’ambientazione per la seconda edizione di AD&D Dark Sun invece non può considerarsi una Terra Morente a pieno titolo: infatti non si si tratta del nostro mondo ma dell’agonizzante pianeta Athas, illuminato da un sole oscuro e devastato dall’uso sconsiderato della magia. Qui non troviamo maghi annoiati e furfanti amorali bensì individui che combattono per la libertà e la sopravvivenza in un ostile ambiente desertico.

I tipici personaggi di Athas sono eroici gladiatori in perizoma e avvenenti schiave poco vestite che ricordano piuttosto quelli del genere Sword and Planet alla E.R. Burroughs. L’ambientazione è stata oggetto di una riedizione per la quarta edizione di D&D e ha dato origine al progetto Dragon Kings, che ne è sostanzialmente una diversa riproposizione che vanta di nuovo la collaborazione del famoso Brom, illustratore della versione originale.

dying-earthEsiste poi un GDR ufficiale della saga di Vance: The Dying Earth Roleplaying Game, pubblicato dalla britannica Pelgrane Press nel 2001 (il nome della casa editrice è significativo: i Pelgrane sono infatti mostri volanti che infestano la Terra Morente). Il gioco permette di creare già dall’inizio personaggi di vari livelli di potere: il tipico abitante della Terra Morente privo di grandi capacità magiche (Cugel) lo stregone competente (Turjan) o l’arcimago in grado di manipolare tempo e spazio (Rhialto).

È stato fatto uno sforzo particolare per mappare i territori in cui si svolge la saga, nonché per riprodurre le magie e le stranezze descritte nei romanzi. Sono stati pubblicati anche supplementi quali White-Walled Kaiin, modulo che include la descrizione della città di Kaiin, luogo molto presente nella serie originale e la rivista dedicata al gioco The Excellent Prismatic Spray.

Un gioco di ruolo recente e molto apprezzato che può essere considerato a sua volta un discendente diretto di questa serie è Numenera di Monte Cook (edito da Monte Cook Games): l’autore cita infatti tra le ispirazioni del suo gioco le opere di Jack Vance, Michael Moorcock e Gene Wolfe, nonché le illustrazioni del grande artista francese Moebius. Questo gioco vincitore di vari premi (di cui esiste anche una traduzione in Italiano) vanta molti supplementi e persino un’antologia di racconti: Tales from the Ninth World. Qui i personaggi si muovono nel Nono Mondo: un ambiente costellato da resti enigmatici di una tecnologia che non comprendono più. È una Terra che continua ad esistere contro ogni aspettativa, in cui vagano creature aliene e sciami di microscopiche macchine nanotecnologiche che possono essere utilizzate per creare effetti apparentemente magici.

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Ogni giocatore può scegliere tra tre classi di personaggi: i Glaive (combattenti) i Jack (furtivi) e i Nano (esperti “tecnomagici”). La diversificazione all’interno delle classi è assicurata grazie a un sistema di descrittori che garantiscono poteri particolari. Ad esempio un personaggio potrebbe essere delineato come “Un possente Glaive che comanda le bestie”.

Il fatto che un gioco uscito nel 2013 e considerato fra quelli più apprezzati degli ultimi anni abbia The Dying Earth come una delle sue ispirazioni principali la dice lunga sull’influenza che Jack Vance e la sua Terra Morente hanno ancora oggi sull’immaginario di game designer e giocatori.

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4 Responses to Dying Earth – le Terre Morenti del fantastico

  1. yuri says:

    Sono felice di essere ospitato ancora dall ‘ottimo padrone di casa caponata ; spero che il post vi inteteressi !

  2. Yaztromo says:

    Che bell’articolo!

  3. Daniele says:

    Una panoramica molto gustosa! Purtroppo, molte di queste letture mi mancano – ma intanto prendo nota! 😉

  4. derreavatar says:

    ottima carrellata, e ben presentata. A mio avviso le ” terre morenti” sono uno dei migliori setting possibili per una campagna. Peccato che Dark Sun , pur partendo con ottimi presupposti, avesse supplementi ciofeca : avventure – ferrovia, regolamento farraginoso, metaplot loffio, illustrazioni veramente inguardabili ( escluse le meravigliose copertine di Brom). Difetti molto comuni negli anni ‘ 90, per carità, ma sempre brutti difetti.

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