Genesi di Kata Kumbas, di Massimo Senzacqua – Parte 3

by • 05/10/2015 • Dal LibroGame al Gioco di Ruolo, Kata Kumbas, Savage WorldsComments (4)2587

La nuova edizione di Kata Kumbas è arrivata!

La genesi di Kata Kumbas: terza parte del racconto della nascita del gioco di ruolo di Senzacqua e Carocci. E la nuova edizione è già in preordine!

Kata Kumbas è tornato! Il primo gioco di ruolo italiano è stato riadattato per il regolamento bestseller Savage Worlds da Umberto Pignatelli ed è già disponibile in versione normale e deluxe: è possibile preordinare il nuovo manuale e la nuova mappa dal sito Jolly Troll o acquistarlo direttamente a Lucca Comics & Games 2015.

Edizione Deluxe del nuovo Kata Kumbas, con sovracoperta in pelle e contenuti esclusivi all’interno!

Massimo Senzacqua, uno dei due autori originari, è stato coinvolto nel rilancio del gioco fin dall’inizio e ci sta regalando settimana dopo settimana molte chicche e curiosità sulle prime versioni del gioco.

Ed ecco quindi la terza parte di questo resoconto esclusivo.

PS: qualcuno ha obiettato che Kata Kumbas non sia il primo gdr italiano, per esser stato pubblicato dopo I Signori del Caos nel 1984. Qui si considera invece corretta la versione di Wikipedia, Boardgame Geek, Tana dei Goblin e dei saggi sull’argomento (per esempio Mondi Eroici): “Kata Kumbas contende a I Signori del Caos il titolo di primo gioco di ruolo pubblicato in italiano. Anche se I Signori del Caos è una sorta di riscrittura del regolamento di Advanced Dungeons & Dragons e fu progettato molto dopo Kata Kumbas, venne comunque pubblicato qualche mese prima. Kata Kumbas è comunque il primo gioco di ruolo italiano a presentare un regolamento e ambientazione originali.”

La storia raccontata nel presente articolo, ad esempio, è ambientata nel 1982.

Genesi di Kata Kumbas – Parte 1

Genesi di Kata Kumbas – Parte 2: Gurdjieff e i Vendramini

Genesi di Kata Kumbas – Parte 3: Lo stregone Bearzotto e i suoi Ruzzari

Il 1982 è stato ricco di eventi speciali: “Il ballo del qua qua” raggiunse il primo posto di vendite nella hit parade; in prossimità dei mondiali Walter Veltroni scrisse il prezioso volumetto “Il calcio è una scienza da amare”; Buzzi, Carminati e Alemanno acquistarono familiarità con le patrie galere; nacque Laura Chiatti… insomma un anno davvero speciale!

Ago, forte delle sue conoscenze e della sua capacità affabulatoria, riuscì a contattare proprio Walter V. e ad ottenere, per una serata, la disponibilità di uno stand alla Festa dell’Unità sull’isola Tiberina. Fummo convocati una settimana prima alle Botteghe Oscure (Padre Ulpa rifiutò per incompatibilità ideologiche) per presentare il programma della serata. Ci accolse Marco F. segretario della FGCI apparentemente interessato alla novità e al roleplaying.

Peraltro ci fece delle richieste molto oculate che avrebbero frastornato anche un testimone di Geova:

– presentare per tempo uno storyboard (?) della serata e la sceneggiatura (?) del nostro intervento;
– chiarire perché la fantascienza è di sinistra e il fantasy viene considerato di destra;
– proporre la simulazione di un gioco di ruolo sul calcio, visto che erano in corso i mondiali di calcio e, magari, con l’occasione fare riferimento al libro di Walter V. di fresca stampa;
– intrattenere il pubblico, dopo la performance, sul gioco di ruolo e il ruolo del gioco.

Agostino non fece una piega, rassicurò il segretario (praticamente lo ipnotizzò) e si impegnò a venire incontro alle sue richieste con entusiasmo persino eccessivo. Tanto, poi, avremmo fatto di testa nostra…

Tutto si risolse al meglio e fu attrezzato un palco in maniera professionale: tribuna sontuosa, telecamere, schermi, proiettori, microfoni. Peccato che erano state previste sedie e tavolini per circa 30 persone e che lo stand era collocato tra un mega schermo equipaggiato per le partite dei mondiali e un ristorante cileno che avrebbe emanato effluvi intensi di empanadas,  cazuela, ganso di san Martin e charquican; oltre alla solita musica andina, ancora non demodè, diffusa senza riguardo.

Alle 19 e 30 del giorno fatale, Agostino ancora non si vedeva, del Padre Ulpa nemmeno un’emulsione ed io mi resi subito conto che si stava addensando una folla ragguardevole forse attratta dall’immagine del Vendramino, proiettata sullo schermo in dotazione o della locandina, appesa un po’ dovunque, che annunciava qualcosa tipo: “Serata di gioco collettivo. Introduzione al Roleplaying. L’avventura del Vecio stregone e dei suoi Ruzzari senza parole!

Enzo Bearzot, rappresentato in gioco come lo Stregone Bearzotto

Precisazione: Il “Vecio” era il soprannome di Bearzot, allenatore della nazionale; i Ruzzari, oltre che giocatori della ruzza, erano gli Azzurri (un anagramma da far impallidire Bartezzaghi ed Ennio Peres, peraltro presente alla performance) allora in silenzio stampa.

Semi-paralizzato dall’emozione, trovai il coraggio di far partire da una cassetta, collegata ad un virtuoso sistema di amplificazione, l’intera colonna sonora de “L’Armata Brancaleone” che sortì l’effetto di radunare ancora più persone incuriosite dall’evento che stava per accadere. Non essendo familiare all’alcol né alla cannabis, ingoiai un Tavor, fiducioso del suo pronto effetto sedante.

L’organizzazione procurò una quarantina di sedie sottratte allo stand dove si svolgeva un avvincente dibattito sul tema “L’eros nel nuovo cinema indiano” e un bel po’ di tavolini aggiuntivi.

Distribuita su ogni tavolo una scheda dei personaggi prerollata, compilata in precedenza e una miniatura dipinta alla meglio, alle 20:30 trovai il coraggio di cominciare. Dopo un’introduzione sui generis diedi inizio al primo esperimento affollato di gioco di ruolo collettivo.

Si erano formati intorno ad ogni tavolino gruppi spontanei che tentavano di gestire, nella confusione più totale, il personaggio in dotazione. Gli altri, quelli rimasti in piedi o lontani dai tavoli facevano sentire la loro voce ben al di sopra degli Inti Illimani e del telecronista di una partita minore dei mondiali. Per giustificare la loro presenza e accogliere i loro suggerimenti mi inventai su due piedi che si trattava di Spiriti Guida dei personaggi che sentivano le voci come Giovanna d’Arco.

La nuova mappa di Kata Kumbas

Antonella L. e un paio di amiche sveglie facevano circolare i microfoni da un tavolo all’altro per consentire la comunicazione con il palco dal quale cercavo di impartire disposizioni di gioco mentre disegnavo la mappa in divenire su una lavagna elettronica.

L’arrivo di Agostino, appiedato da noie meccaniche all’automobile (a quel tempo –accidenti!- non c’erano telefonini) equilibrò la situazione. Non ricordo più bene che cosa successe nelle tre ore seguenti più dibattito, ma Ago era in gran forma, la gente non se ne andava e quando intervenne l’organizzazione per chiudere la serata il megaschermo era spento e i ristoratori cileni stavano sbaraccando senza gioia.

Il tempo per un ultima domanda da un omino dalla barba aguzza che sembrava (o forse lo era) uno gnomo: “…E come si chiama il vostro gioco?” “Kata Kumbas! ” rispose senza esitazioni Ago.
L’organizzazione ci comunicò che, in totale, avevano partecipato in qualche modo all’evento più di 300 spettatori.

Tra loro c’era anche Padre Ulpa, così mi dissero, ma io non ci feci caso…

Continua…

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4 Responses to Genesi di Kata Kumbas, di Massimo Senzacqua – Parte 3

  1. Sebastiano says:

    Grandioso!

    Ah, l’82 è l’anno zero: è uscito pure Blade Runner.

  2. Yaztromo says:

    E’ cosi’ rassicurante quando puoi constatare che non c’e’ due senza tre…;)

  3. Alessandro says:

    E che non c’è tre senza quattro…

  4. Daniele says:

    Sono scioccato: la minchiatona della fantascienza di sinistra e della fantasy di destra è almeno così vecchia? XD
    La mia risposta, fossi stato lì, sarebbe stata “Perché avete troppo tempo libero da occupare in pensieri oziosi! Di corsa a giocare, che è più divertente!”

    L’eventone sembra una bolgia da “domani dormo fino a mezzogiorno”: ho masterato partite per gruppi grossi come squadre di calcio, a certe convention, e già bastava a stremarmi XP (PS: mai più!) questi autori di KK sono kryptoniani, per gestire certe torme di persone!

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