Gli Eroi Bonelli e i Giochi di Ruolo

by • 11/02/2013 • Dal LibroGame al Gioco di Ruolo, News, PathfinderComments (7)3725

Dragonero - la copertina della versione Dark Horse

Dragonero – la copertina della versione Dark Horse

L’ultimo è “Dragonero”, il personaggio fantasy creato da Luca Enoch, ma prima di lui hanno avuto una trasposizione in gioco di ruolo anche Dylan Dog, Martin Mystere e Nathan Never, per non parlare di altri regolamenti fatti in casa da appassionati. Il connubio tra Bonelli e giochi di ruolo si rinsalda sempre più.

L’annuncio di Wyrd Edizioni è di qualche giorno fa: in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, questo piccolo marchio italiano che ha avuto il merito di introdurre in Italia il gdr di Pathfinder ha acquisito i diritti di pubblicazione del gioco di ruolo di Dragonero, il prossimo fumetto seriale della Bonelli, creato da Luca Enoch (Gea, Lilith).

Dragonero è un fumetto fantasy che ha già avuto una versione una-tantum qualche tempo fa, talmente valida che è stata anche tradotta in inglese e distribuita dalla Dark Horse, non certo gli ultimi arrivati nel mondo dei comics.

Dragonero - studi sul coattone fantasy della Bonelli

Dragonero – studi sul coattone fantasy della Bonelli

Adesso la Wyrd, legata ancora alla localizzazione di Pathfinder tramite la Giochi Uniti – Stratelibri, proporrà un adattamento del mondo di Dragonero alle regole di Pathfinder.

La linea editoriale prevede già un manuale base illustrato a colori, disponibile sia in versione digitale che in edizione cartacea limitata, e successivamente accessori, supplementi ed avventure. Non ci sono altre novità o anticipazioni (la Wyrd è sempre stata – eufemisticamente – parca di informazioni sui vari progetti in corso) ma un po’ di materiale su Dragonero (mappe, gallery, note di ambientazione) si trova  già sul sito dedicato al fumetto.

La presentazione ufficiale del gioco dovrebbe avvenire a Lucca Comics & Games 2013.

Capture

Ma Dragonero non è il primo personaggio/fumetto della Bonelli ad essere trasposto in Gioco di Ruolo. Ad aprire la strada fu Dylan Dog, che divenne un gdr con regole originali nel 1991 grazie alla DaS Production, ditta nostrana ancora esistente che pubblica tra le altre cose anche On Stage. Si trattava di un regolamento volutamente semplice (ma non minimalista) che doveva servire per creare e giocare avventure horror-investigative con un occhio puntato anche al surreale e all’introspezione. La confezione base prevedeva una scatola con dentro Libro delle regole, Libro delle avventure (3) e dadi ma ad esso seguirono presto:

Alta società (1991), un modulo di avventura.

Richiamo dall’inferno (1991), modulo con tre avventure ambientate in Italia: La porta delle nevi, L’avamposto e L’ultima prova.

Labirinti di paura (1992), ancora due avventure: Il sentiero del vento e Labirinti.

Attraverso le linee (1992), altre tre avventure: L’inizio della paura, Il sicario del diavolo e L’orrore si rivela.

Mia è la vendetta (1994), con una singola avventura “apocalittica”.

Lo schermo dell’arbitro e l’avventura Voci dal passato.

Old souls, un’ultima avventura.

GdR_DD

Nell’ambito delle pubblicazioni del gioco di ruolo di Dylan Dog, un modulo chiamato Il mondo di Martin Mystère presentava una espansione di ambientazione e regole per vivere avventure in stile “detective dell’impossibile”. Il libriccino contiene anche un’avventura introduttiva, a cui non farà però seguito alcuna pubblicazione successiva.

Diversa vicenda per il gioco di ruolo di Nathan Never della Stratelibri: in questo caso nel 1994 si scelse di realizzare un’espansione al più celebre Cyberpunk 2020, localizzato in Italia dalla stessa casa editrice. Il gioco manteneva quindi il regolamento del gioco di fantascienza più famoso del momento e approfondiva solo l’ambientazione del disperato e malinconico Never, aggiungendo qualche classe di personaggio e alcuni dettagli alle meccaniche di gioco.

Non è ufficiale ma solo una “proposta di ambientazione” il gioco di ruolo di Brendon d’Arkness, diffuso qualche tempo fa su GDR Italia. In questo caso ci troviamo in una Inghilterra post-apocalittica che fonde mutazioni, vecchie tecnologie in disuso, poteri psichici, mostri dell’inconscio e ogni sorta di orrore e mostruosità possa venire in mente, con un tono spesso cupo e tragico.

nathan

Se non prendo degli abbagli questa dovrebbe essere quindi la situazione attuale del connubio Bonelli-Giochi di ruolo. Andrebbe citato anche il gioco di ruolo di John Doe, ma così poi scenderemmo nella categoria bonellidi e andremmo fuori dal canone.

Nel frattempo, in attesa di vedere Dragonero con regolamento Pathfinder e nel ricordo nostalgico di Nathan Never Cyberpunk 2020 (due scelte azzeccatissime), ciascun estimatore di un personaggio Bonelli con una buona conoscenza dell’eroe di turno e della sua ambientazione può comunque prendere un gioco di ruolo esistente e ambientarci avventure ludiche in stile con l’originale, magari creando scenari a partire da singoli albi.

Ecco per esempio come li giocherei io:

Dylan Dog: Sulle tracce di Cthulhu
Martin Mystere/Mister No: Hollow Earth Expeditions
Brad Barron: 1950 Allarme UFO
Dampyr: Mondo di Tenebra + Hunter the vigil
Julia: Holmes & Co.

Si accettano correzioni e altri suggerimenti…

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7 Responses to Gli Eroi Bonelli e i Giochi di Ruolo

  1. Sunzi says:

    Grazie per aver citato il mio articolo su Brendon.
    Complimenti per il sito, sempre di altissima qualità 😉
    Un saluto.

    • maurolongo says:

      Sunzi, ma eri tu? E chi lo sapeva? Che regolamento ci vedi meglio per Brendon? Citavi Warhammer ma non sono molto convinto… Forse True20 o D20 modern? O meglio ancora Dead Lands…

  2. Sunzi says:

    Ebbene sì, ero io!
    Il trued20 non ci starebbe male in effetti, credo però che molto dipenda dalla simpatia personale che possiamo nutrire o meno per tale sistema… In realtà ho citato whfrp per tre motivi. Il primo è che lo ritengo formidabile e divertentissimo, malgrado le pecche e le lacune che non nascondo, sia chiaro.
    Il secondo è che è un vecchio progetto che ho in mente da anni, quello di giocare l’universo di Brendon nel sistema di martelli, con le sue carriere così diversificate e al contempo umili, bisogna dire che le due ambientazioni coincidono per cupezza e orrore. I combattimenti poi sono realistici e letali in entrambe le ambientazioni.
    La terza è che il mondo di Brendon, esattamente come quello di Warhammer, è abitato perlopiù da persone normali, senza grandi doti o abilità straordinarie. Brendon non è un erculeo guerriero, ma una persona comune, arguto, abile e pieno di risorse, è vero, ma viene spesso ferito o catturato. Cosa è che lo distingue dagli altri, allora? Il tocco del destino! Il momento provvidenziale che lo fa salvare sempre anche se sfiora la morte. Come non pensare allora ai punti fato e ai punti fortuna della seconda edizione di wfrp?

    • maurolongo says:

      Hai ragione. Mi fa solo un po’ di paura il pensiero di riadattare tutte quelle classi per l’ambientazione di Brendon, sembra un lavoro immane…

      • Sunzi says:

        Lo è. Per questo non mi sono mai messo a farlo. Comunque, se non si vuol fare una campagna lunga e seria, un d20, purché non sia troppo epico, può andare per giocare velocemente. Il d20 modern del resto fa funzionare anche Il richiama di Cthulhu 😀

  3. Marco says:

    Ciao Mauro.
    Rievoco questo tuo “antico” articolo per chiederti se conosci siti o altro di appassionati al GdR di Dylan Dog.
    Ho quel gioco da ormai quasi trent’anni e mi è venuta voglia di riprovare a giocarlo.
    Ciao

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