Holmes &Co – Il Giallo d’Azione e i Casi

by • 09/06/2011 • Holmes&Co, Roba miaComments (0)1742

Ecco la terza parte della recensione scritta a suo tempo per DM Magazine, con una versione ridotta apparsa anche su Librogame’s Land. QUI e QUI le prime parti dell’articolo.

 

L’avventura del piede del diavolo e Buon compleanno, Merit

I capitoli 2 e 3 del manuale sono dedicati a due Casi. Il primo, L’avventura del piede del diavolo è una storia introduttiva di 10 pagine tratta dal racconto omonimo di A. Conan Doyle e il secondo, di quasi 70 pagine, un caso intricato da sviluppare in più sessioni e ambientato negli USA degli anni ’50.

In entrambi i casi si tratta di scenari completi e dettagliati in tutte le loro parti, con mappe, lettere da consegnare ai giocatori, un’ampia risma di personaggi ben descritti e pieni di sottotrame, molti spunti narrativi e complessi bandoli di matasse investigative.

Sam Pezzo, il detective di Vittorio Giardino che appare nelle illustrazioni di Holmes&Co.

Il giallo d’azione

La seconda parte del manuale base è costituita dalle regole aggiuntive (ma non avanzate) per il giallo d’azione e da un’apposita avventura introduttiva chiamata Lo scettro di Marduk.

La scheda dell’investigatore va innanzitutto completata attraverso altre 4 caratteristiche: Mira, Combattività, Velocità e Iniziativa, tutte “derivate dalle prime 8 caratteristiche già possedute.

Si aggiungono inoltre il “livello vitale” e lo “stato fisico” che permettono di tenere sotto controllo le condizioni di salute dei personaggi, nonché 10 abilità particolari che sono perfettamente analoghe alle “conoscenze culturali” ma basate sul punteggio di Abilità.

Le regole sugli scontri introducono poi i concetti di armi da fuoco, da taglio e contundenti, colluttazione, turni di gioco, scontri a fuoco e sorpresa.

Una tabella dettaglia quindi tutta una serie di armi da fuoco d’epoca, con il loro anno di produzione, la loro gittata, la loro carica e i danni che possono infliggere. Tavole di localizzazione del danno permettono di definire puntigliosamente quale parte del corpo venga colpita, gli effetti incorsi e perfino la mortalità immediata dell’arma (ovvero la “soglia critica” del risultato, oltre il quale si causa la morte). Si presentano poi regole sulla copertura del bersaglio, sulla luminosità dell’ambiente, sull’inceppatura dell’arma e altre opzioni molto dettagliate (seppure non saprei dire quanto bilanciate tra loro).

Colluttazioni, inseguimenti in automobile e inseguimenti a piedi sono infine le situazioni ampiamente coperte dalle ultime meccaniche di questa sezione, che appare sicuramente troppo macchinosa, come ogni volta si vogliono inserire troppi dettagli su una struttura regolistica semplificata (è il caso anche di Kata Kumbas, per dirne uno).

Lo scettro di Marduk permette quindi, nei suoi brevi e concitati sviluppi, di applicare parte di questa espansione di regolamento, con una gustosa vicenda che mescola archeologia e crimine.

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