Il gioco che sognavo – due chiacchiere con l’autore de L’Unico Anello

by • 20/08/2013 • Consigli per gli acquisti, Dal LibroGame al Gioco di RuoloComments (6)3220

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Francesco Nepitello parla de L’Unico Anello, il gdr di Cubicle 7, ambientato nella Terra di Mezzo de Lo Hobbit e de Il Signore degli Anelli. Un’intervista in esclusiva per Caponata Meccanica, amici ascoltatori!!

Grazie alla disponibilità di Francesco Nepitello, ecco qualche indiscrezione e dietro le quinte di questo stupendo gioco di ruolo, davvero capace di ricreare le atmosfere e il fascino delle storie di JRR Tolkien.

Se non sapete bene di cosa si parla, ecco intanto qualche richiamo:

L’Unico Anello – Tornare a giocare nella Terra di Mezzo

L’Unico Anello – Panoramica Generale

L’Unico Anello – Regolamento

L’Unico Anello – risorse utili in rete

L’Unico Anello – materiale di ispirazione e supporto

L’Unico Anello – arriva The Heart of the Wild

Le migliori edizioni de Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e Silmarillion

La Storia della Terra di Mezzo

Gli altri libri di Tolkien – quali scegliere?

Detto questo, è un piacere avere la possibilità, come appassionato, di rivolgere qualche domanda su un gioco di ruolo che si è molto apprezzato al suo stesso creatore. Sto giocando da mesi a L’Unico Anello e penso che sia molto bello e ottimamente realizzato. Non nascondo di esserne molto colpito ed essere quindi formalmente di parte.

Il lettore di questa intervista sia avvisato!

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Ciao Francesco, ormai L’Unico Anello è in giro da due anni. Come sta andando? Al netto di quello che è giustamente riservato, quali sono i programmi generali per il futuro?

I programmi sono quelli di continuare per la strada intrapresa, cercando allo stesso tempo di intensificare la produzione di materiale. Stiamo mettendo alla prova nuovi autori, e sperimentando con nuovi tipi di supplementi che ci permettano di intensificare le uscite senza sacrificare la qualità dei contenuti.

Qual’è il tuo bilancio personale? Sei soddisfatto del tuo lavoro? Con il senno di poi avresti cambiato qualcosa?

Sono estremamente soddisfatto. Il gioco è stato accolto molto bene, e sono pochi quelli che non hanno accettato quella che all’inizio pareva una scommessa rischiosa: fare un gioco di ruolo Tolkieniano a tutti i costi! Nel senso, anche a discapito della vendibilità. Insomma, non sono stato costretto ad accettare compromessi, e ho avuto l’onore di lavorare con professionisti eccezionali.

Quanto ci stai lavorando per ora? E’ ancora un impegno costante o i tempi dei prodotti si sono dilatati?

I tempi di lavoro sono sempre stati ‘dilatati’ per così dire. In mancanza di un team che conti numerosi scrittori lavorare a un gioco di ruolo è estremamente gravoso, nonchè non molto remunerativo di questi tempi (il gioco di ruolo ‘pen & paper’ ha visto tempi migliori). Quindi il progetto è sempre stato un ‘labour of love’ – qualcosa che facciamo al meglio delle nostre possibilità, senza sottostare a tempi pressanti di consegna. Insomma, i libri per L’Unico Anello sono pronti quando sono pronti! 🙂

Quanta parte del processo creativo, passato, presente e futuro, è direttamente nelle tue mani?

In origine, il gioco è stato completamente nelle mie mani, per quanto riguarda ogni decisione, dal contenuto alla grafica. Ovviamente mi sono misurato con le opinioni di molti, quelle del mio editore Robert Hyde di Sophisticated Games, poi affiancato da Dominic McDowall-Thomas per Cubicle 7, e sono stato supportato soprattutto da Marco Maggi, mio coautore, e da un grande numero di amici ‘consiglieri’. A oggi, io sono uno dei due sviluppatori della linea, assieme a Gareth Ryder-Hanrahan, e lavoro a stretto contatto soprattutto con Gareth e Jon Hodgson, art director e ‘factotum’ di C7. Gareth è stato poi lo scrittore principale dei più recenti supplementi, concepiti sulla base di miei concetti e sviluppati assieme.

 Capture22In merito alla creazione del gioco e all’intero concept, è evidente l’approfondito livello di analisi dei testi tolkieniani su cui è basato, perfino nelle meccaniche. Questa attenzione all’originale continua ad oggi e continuerà in futuro? O tenterai qualcosa di più indipendente dal canone, se non addirittura sperimentale?

L’intenzione è quella di rimanere ‘fedeli alla linea’, costi quello che costi! Allergheremo un po’ i confini in nome della giocabilità (inserendo altre razze giocanti e altri concetti) ma difficilmente trasgrediremo le nostre regole.

Quando vedrà la luce L’Oscuramento di Bosco Atro? Cosa ci troveremo? E dopo di quello?

L’Oscuramento di Bosco Atro è completo e in fase di illustrazione/impaginazione. Io spero che recupereremo un po’ del ritardo accumulato nell’ultimo anno con The Heart of the Wild (in uscità dopo Gencon in inglese e già acquistabile in .pdf), e che quindi vedremo L’Oscuramento sugli scaffali prima di Natale.

L’Oscuramento non è un’antologia di avventure, è una cronologia di trent’anni che permetterà ai giocatori di creare una saga ambientata nelle Terre Selvagge. Cosa ci troverete? Spunti narrativi e trame che si intrecciano anche a distanza di anni, approfondimenti su luoghi e personaggi da visitare e incontrare, e creature nuove – come ad esempio i Nazgûl di Dol Guldur!

Le culture giocabili sono ben scelte, aderenti al canone, caratterizzate ed equilibrate tra loro. Uomini del Lago, Elfi “vagabondi” ed Elfi di Gran Burrone, Raminghi e Hobbit del fiume si sono aggiunti in un secondo momento (o si stanno per aggiungere) alle prime sei del Manuale del Giocatore. Quali altre potremo giocare in futuro? E’ vero che alcune culture non ci saranno mai (Numenoreani, Alti Elfi), perché le reputi sbilanciate?

La scelta delle culture giocabili naturalmente non è casuale. C’è una ‘filosofia’ che la sottende, che nell’introduzione ai Ranger del Nord (di prossima apparizione in Rivendell) riassumo così:

“I limiti alla creazione dei personaggi non sono stati introdotti per ridurre il divertimento di giocare nella Terra di Mezzo, ma piuttosto per aiutare i giocatori a fare esperienza di uno stile di gioco il più possibile fedele allo spirito degli scritti. Interpretare personaggi provenienti da una selezione di culture eroiche ben bilanciate, perlopiù provenienti dalla stessa area geografica porta a un gioco più focalizzato, un’esperienza di gioco fermamente inserita nella prospettiva di un avventuriero alle prime armi.”

La nostra intenzione non è di fornire ai giocatori un elenco di personaggi giocabili provenienti dai quattro angoli della Terra di Mezzo, che poco avrebbero a che spartire gli uni con gli altri, perché secondo noi è esattamente quello che ha reso la Terra di Mezzo un mondo ‘ingiocabile’ agli occhi di molti.

Dopodiché, ogni regola ha le sue debite eccezioni, come la stessa introduzione ai Ranger di cui sopra testimonia… 🙂

valles-del-anduin-5Quali grandi personaggi, eventi e luoghi dell’opera tolkieniana pensi di far incontrare ai giocatori nel prossimo futuro?

I personaggi ‘canonici’ che appaiono nei supplementi pubblicati e di prossima pubblicazione sono oramai moltissimi. Ne Il Cuore delle Terre Selvagge e L’Oscuramento di Bosco Atro compaiono pezzi da novanta come gli Spettri dell’Anello di Dol Guldur e Saruman, ad esempio, nonché altri importanti nomi creati dai noi per la campagna, ma che affondano le radici nelle fonti Tolkieniane più oscure…

Il programma originale del gioco era quello di espandere lo scenario di gioco lentamente nel tempo e nello spazio, fino a coprire gli anni della Guerra dell’Anello. E’ cambiato qualcosa rispetto al progetto iniziale? Come “ci espanderemo” l’anno prossimo?

Il progetto rimane lo stesso in linea generale. I due supplementi sulle Terre Selvagge portano avanti la cronologia potenzialmente di trent’anni, e Rivendell parte dal presupposto che chi ne utilizzerà i contenuti ha fatto già avanzare l’orologio di qualche anno almeno. Fortunatamente la struttura del gioco è molto elastica, e i giocatori hanno un’ampia libertà di azione all’interno del Novero degli Anni.

Facciamo un salto indietro fino all’ottimo Lex Arcana, il tuo primo gioco di ruolo (correggimi se sbaglio). Cosa sei riuscito a “portare con te” da Lex Arcana fino a L’Unico Anello, magari attraverso gli altri giochi che hai realizzato in questi anni? Qual’è il tratto distintivo di Francesco Nepitello, la traccia che possiamo trovare in tutti i tuoi lavori?

lex-arcana-300x423Ho consultato Lex Arcana diverse volte durante la lavorazione de L’Unico Anello, perchè trovo che quel lavoro fosse piuttosto sofisticato per l’epoca in cui è uscito. Ad esempio, Lex Arcana utilizzava pochissime abilità, sostituendo liste innumerevoli con poche Virtutes e Peritiae. Anche L’Unico Anello ne ha relativamente poche infatti, e c’è voluto molto lavoro per restringere la lista a cose effettivamente utili e evocative del mondo di Tolkien. Il sistema di gestione dei PNG è pure simile, con una grande semplificazione di quest’ultimi, nonché quello delle creature, dotate di diverse abilità che ne personalizzano le caratteristiche.

Ma alcune delle caratteristiche più interessanti de L’Unico Anello forse vengono da un altro gdr che io, Marco Maggi e Elena Pancino abbiamo scritto nei primi anni ’90, un gioco che non è mai stato pubblicato – vittima della calata di Magic: The Gathering.

Da quel gioco (che voglio mantenere anonimo, chissà se mai lo riproporrò…) vengono i tratti distintivi e il loro uso narrativo, meccaniche de L’Unico Anello che molti pensano ispirate al più recente FATE.

Cosa vedremo a Lucca 2013? Ci sono delle iniziative previste o degli speciali?

Spero che a Lucca ci sia Il Cuore delle Terre Selvagge.

Hai altri giochi al fuoco per il futuro?

Diversi! Per citarne alcuni, un bel progetto di gioco da tavolo è finalmente in fase di produzione, e si tratta di Venetia, gioco sulla storia della Repubblica Serenissima sul genere di titoli come ‘History of the World’, edito per Stratelibri.

HobbitTalesCoverDi maggiore interesse per i giocatori de L’Unico Anello c’è invece Hobbit Tales, un gioco di carte narrativo alla C’era Una Volta o Si, Oscuro Signore che mette i giocatori nei panni di Hobbit che raccontano storie mentre bevono una birra alla locale locanda, e che può essere utilizzato per risolvere i viaggi ne L’Unico Anello utilizzando un regolamento apposito.

Qual’è il tuo progetto ideale? Se un editore ti desse carta bianca assoluta, cosa ti piacerebbe realizzare?

Credo che nel campo dei giochi non mi sia mai stata negata la libertà creativa. Ma in particolare, L’Unico Anello e La Guerra dell’Anello sono due giochi per i quali non è stato fatto nessun compromesso – sono veramente i giochi che sognavo.

Comunque, bisogna dire che la libertà assoluta non è sempre un bene – spesso i limiti che ci vengono da ragioni produttive, economiche o quant’altro diventano il trampolino per le migliori idee.

Questo è tutto, grazie del tempo concessomi e in bocca al lupo per il futuro!

Grazie a te, e a presto.

Francesco

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6 Responses to Il gioco che sognavo – due chiacchiere con l’autore de L’Unico Anello

  1. Daniele says:

    Grazie a entrambi e complimenti per il gioco e per il blog

  2. Zio Hal says:

    Ecco perché il cognome di Francesco mi ricordava qualcosa! Lex Arcana!
    Abbiamo iniziato l’inverno scorso a giocare a UA, questa primavera ho preso in mano il le redini del gioco come Maestro del Sapere ma con un altro gruppo da noi in associazione. Ebbene l’impatto è stato ottimo! la semplicità del sistema e l’atmosfera perfettamente ricreata della Terra di Mezzo, con le regole dei viaggi e della fatica poi crea un mix validissimo anche per chi non ha sangue Noldor nelle vene come noi 🙂

    Inizieremo proprio stasera la prima avventura de “Racconti delle Terre Selvagge” che trovo superbo come supplemento.

    Complimenti a Francesco, al suo team e ottimi gli artworks! Cerco con Tolkien come ispiratore era anche pericoloso fare un prodotto “fallato” ma qui ci troviamo ad ave tra le mani una perla, non vedo l’ora di leggere gli altri supplementi e il cofanetto per Rivendell e i raminghi.

    Unica nota che mi piace poco del gioco, ma preciso si tratta di 9 invece che un 10, è la parte delle Inclinazioni. Sono solo 5, me ne aspettavo 6 dato che il manuale presenta sei razze e sei background, lo sterminatore è l’unico che non trovo “caratteristico”

    Però nel complesso Voto 10/10 le regole per la speranza, l’ombra, il senso di oscurità che trama e tesse la sua tela, i viaggi le avventure per come sono strutturate, insomma abbiamo tra le mani una porta per la Terra di Mezzo, basta dire “Amici” ed entrare.

    Spero di incontrare di persona Francesco magari a Lucca

    p.s. una domanda ma.. come si gestisce una combat HTH invece che a mani nude ? 😉

  3. Morgan says:

    Interessantissima intervista! Non vedo l’ora che arrivi Lucca 2013 per prendere il nuovo supplemento!

  4. pennymaster says:

    Chiunque abbia donato al mondo qualcosa come Lex Arcana mi annovera tra i suoi sempiterni ammiratori. A ciò si aggiunga che il nuovo gioco è bellissimo. Ora la parte più difficile: convincere i miei giocatori, vecchie carogne pigre avanzi di D&D, a imparare quattro regole nuove per goderci una campagna ambientata nel Bosco Atro.

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