Il Libro di Enoch

by • 08/04/2011 • Codice Cariddi, Roba miaComments (0)1510

Secondo le genealogie bibliche, l’antidiluviano Enoch è settimo discendente di Adamo, padre di Matusalemme e antenato di Noè.

Poiché non fu accettato tra i testi canonici né degli ebrei né dei cristiani, il libro che Enoch avrebbe scritto scomparve in età antica da ogni biblioteca, finchè non fu riscoperto in Etiopia nel 1773.

Pare tuttavia che, già secoli prima di quella data, ne sarebbero esistiti a Messina dei frammenti, risalenti a un’epoca sconosciuta.

L’erudito gesuita Athanasius Kircher frequentò infatti tra il 1637 e il 1638 il Monastero del SS. Salvatore, situato un tempo sulla penisola di San Ranieri e, tra i manoscritti ivi conservati, egli potè consultare una parte di questo libro misterioso.

Proprio da tale documento, lo scenziato avrebbe tratto parti delle proprie teorie cosmologiche e mistiche.

Il Libro parla degli angeli “Guardiani” della creazione e della loro colpevole relazione con le figlie degli uomini, che causò la nascita dei Giganti o Nefilim.

Furono poi i Nefilim ad insegnare agli uomini tutte le scienze (anche quelle occulte) e a provocare l’ira di Dio e il Diluvio, che li spazzò definitivamente via dal creato. Anche gli angeli ribelli vennero abbattuti e furono imprigionati fino al Giorno del Giudizio.

Il libro prosegue spiegando il mondo e i suoi fenomeni astronomici, fisici e naturali e da quì Kircher estrasse le ipotesi su cui poi compose numerosi trattati.

Per quello che riguarda le conoscenze occulte dei Nefilim, tuttavia, la storia non si conclude col Diluvio. L’empio Caino (ci dice ancora Kircher) avrebbe trascritto su pietre e colonne di una città antidiluviana tutte le malevoli conoscenze ricevute, per far sì che potessero sfuggire alla distruzione e potessero essere di nuovo lette dagli uomini. Non appena le acque furono calate, Cam, infido figlio di Noè, eresse nuovamente tali colonne e apprese le arti occulte dei Nefilim, diffondendole poi in Egitto, Caldea, Persia, Media e Assiria e assumendo infine l’identità di Zarathustra. Da questa tradizione deriverebbero tutte le arti e le scienze occulte del mondo.

Un frammento di tale sapienza, la radice di tutte le conoscenze, si trovava quindi a Messina, in un monastero oggi distrutto.

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0 Responses to Il Libro di Enoch

  1. ursha says:

    Dovrei prenderla come ispirazione per un’avventura di Kata Kumbas, peccato che come al solito manchi il tempo.

  2. maurolongo says:

    non puoi neanche immaginare quanti “misteri2 e leggende allucinanti si trovino scavando un pò nelle tradizioni della città di messina… credo di essere arrivato a un centinaio di “flash” come questo…

  3. […] Una seconda è che siamo in viaggio per esplorare una cantina in rovina di un monastero alla ricerca di un frammento di una pergamena di antica sapienza contenete una goccia dell’infinito sapere dei nephilim, tipo quella descritta qui. […]

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