Il Mostro della Palude

by • 15/10/2011 • Codice Cariddi, Roba miaComments (0)1189

I canali e i pantani di Capo Peloro in una foto d’epoca

 

Chi conosce la punta dello Stretto di Messina e il Capo Peloro, una delle cuspidi della Sicilia, sa dei due Laghi o “Pantani” che vi si trovano, collegati al mare da diversi canali. Minore è il numero di coloro che sanno che tra di essi vi è una zona chiamata Margi, “la Palude” e che essa un tempo fosse un Terzo Lago.

Il Terzo Lago di Capo Peloro era noto ai viaggiatori, agli esploratori e ai naturalisti greci da tre millenni. Le fonti antiche dicono che esso fosse consacrato ad una divinità a noi oggi sconosciuta, che qualcosa ingoiasse tutto quello che vi veniva immerso, che il solo toccare le acque o immergervi il braccio portasse alla perdita delle dita o dell’arto. E questo era un monstrum, un portento sovrannaturale.

Capo Peloro: Mappa dei quattro Laghi originari e della progressiva riduzione a due

C’era un Mostro nascosto nel profondo, un Dio Ignoto.

Nel corso dei secoli, il lago andò interrandosi, divenendo una Palude. L’aria era malsana, i vapori esiziali, la gente si ammalava e moriva dei suoi miasmi, ma il Dio Ignoto era perduto, dimenticato, assopito.

Nel 1783 il potente terremoto che squassò Messina liberò di nuovo il Mostro: i veleni che esalavano dal profondo ripresero a diffondersi come nel lontano passato, mentre, simile ad una piaga biblica, le rane si moltiplicavano a dismisura e infestavano le rive.

La situazione divenne insostenibile. La palude venne definitivamente bonificata e oggi su di essa sorgono campi, canneti e qualche villetta.

Capo Peloro – il Lago Grande circa un secolo fa

Tutto, in superficie, sembra tranquillo. Ma nei due laghi adiacenti, è ancora presente qualcosa che di tanto in tanto ne avvelena le acque e causa fenomeni di moria collettiva in questi ecosistemi.

Qualcosa che giace ancora qui, sotto la superficie, nel profondo, dove non arriva l’ossigeno. Qualcosa con una natura diversa da quella degli altri esseri viventi del pianeta, che si nutre di zolfo come i demoni delle leggende e produce esalazioni acide e velenose.

Qualcosa che non può morire e può attendere in eterno.

Il Mostro della Palude.

O, semplicemente, un batterio unico al mondo, il Desulfovibrio Desulfuricans.

Il Mostro della Palude di Capo Peloro: il Desulfovibrio Desulfuricans

Gli studiosi compiono ancora oggi ricerche su questo organismo rarissimo e ben diffuso in questi laghi costieri, capace di avviare reazioni chimiche straordinarie.

Sono gli effetti di questo batterio che gli antichi riportavano come i prodigi che avvenivano in questi laghi?

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