Il Pianeta dei Venti

by • 19/09/2013 • Consigli per gli acquisti, Racconti, RecensioniComments (1)2206

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L’immagine ufficiale di Maris e delle ali. Solo che in realtà le ali sono una specie di alianti, molto meno fighi di queste…

Il Pianeta dei Venti è un libro che raccoglie 5 racconti a firma di George RR Martin e Lisa Tuttle, pubblicati originariamente nel 1981 con il nome di Windhaven.

Di cosa si tratta

George Martin e Lisa Tuttle, che nella vita credo siano anche amici

George Martin e Lisa Tuttle, che nella vita credo siano anche amici

I racconti che oggi costituiscono il volumetto Mondadori Il Pianeta dei Venti sono stati pubblicati per la prima volta nel 1981 tutti insieme come Windhaven e sono firmati da George Martin e Lisa Tuttle, una scrittrice di narrativa fantastica e saggistica meno conosciuta, ma comunque autrice oggi di oltre una dozzina di titoli principali più cosette varie.

Nonostante i titoli e i blurb diano oggi grande rilevanza al fatto che Martin sia uno dei due autori (all’epoca alla sua seconda opera, mentre Tuttle alla prima), in realtà la maggior parte del lavoro sembrerebbe essere dell’altro membro della coppia.

Così va il mondo, Lisa…  

Il libro è composto (come in originale) di tre racconti lunghi che condividono stessa ambientazione, personaggi, atmosfere e motivi. I successivi Prologo ed Epilogo sono anch’essi presenti e concludono l’intera gamma delle storie scritte per questa ambientazione. Il Pianeta dei Venti alla fine dei conti è quindi un libro di qualche centinaio di pagine ariose, che raccoglie in 5 episodi le vicende di Maris la volatrice, che attraversa i cieli e la storia di Windhaven e ne determina diversi cambiamenti nell’arco della propria vita.

Cosa succede

WindhavenLa miniserie di racconti segue la crescita e la vecchiaia di Maris dalla prima infanzia (Prologo) alla morte (Epilogo), affrontando poi nei racconti veri e propri tre diversi momenti della sua vicenda biografica, ma anche dei grandi rivolgimenti del suo mondo.

Windhaven è il Pianeta dei Venti, ovvero un pianeta a cui gli uomini arriveranno tra qualche secolo nel futuro, volando nello spazio attraverso “vele astrali” di uso non meglio spiegato.

Nessun elemento fantascientifico però nella saga. La storia dei “marinai delle stelle” è solo liricamente accennata qua e là come una leggenda lontana e nulla di quello che avviene nei racconti parla di navi spaziali, alieni o macchinari, neanche sottoforma di spiegoni.

windhavenen2-bSiamo nel campo del fantasy assoluto e il fatto che ci dovessero essere gli uomini (intesi come homo sapiens), la birra e i mulini a vento è l’unico motivo per cui si è scelta questa soluzione “futuristica”: ovvero ambientare la storia in un mondo fantasy ancorato alla nostra realtà e non in un mondo secondario (come nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco).

Dopo il naufragio stellare, a quanto pare, gli uomini si sono adattati ad un mondo selvaggio e inospitale, con i mari affollati di belve terrificanti e i cieli sferzati da venti fortissimi e tempeste continue. Grazie ai resti della vela astrale, però, alcuni audaci chiamati Volatori hanno intessuto e tramandato per secoli degli alianti speciali molto resistenti, con i quali è possibile volare tra le isole dei vari arcipelaghi del mondo conosciuto e unire in qualche modo le comunità disseminate per le poche terre emerse del pianeta.

Le beghe tra le diverse tradizioni dei Volatori e tra Volatori e Terricoli rappresentano il retroscena dei tre racconti, che hanno come protagonista l’audace Maris, una Volatrice che cambierà più volte le sorti del suo mondo, senza eroismi, viaggi, quest, party di personaggi, missioni, raccolta di artefatti o uccisione di Signori delle Tenebre. Solo con l’esempio e il buon senso. Lo so, sembra strano…

Grezzezza

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Purtroppo molto bassa. La mano del tamarro Martin è troppo leggera in questi racconti e il tratto femminile della Tuttle si fa sentire preponderante, ricordando spesso lo stile a-testosteronico di una Ursula Le Guin o quello di una Marion Zimmer Bradley.

Insomma, pensieri, emozioni, dialoghi interiori, sentimenti, passioni e turbamenti, molte chiacchiere che parlano di valori, passioni, scelte e ideali. Niente risse, spadoni, mostri marini, naufragi e scene di violenza. Peccato!

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Nerdismo 

9200000009850523Poco nerdismo purtroppo. Il nome di Martin in copertina avrebbe dovuto garantirne un alto valore ed è proprio per quello che io stesso ho comprato e letto questo libro, in astinenza dalle Cronache.

Invece, nonostante questo Windhaven sia carino non si può dire che abbia lasciato il segno nel mondo nerd: niente film, fumetti, citazioni, videogame o altro.

Va ricordato però assolutamente il gdr amatoriale italiano Avventuroso, scritto da Parvati V, che sceglieva come ambientazione di prova proprio Windhaven.

Dateci un’occhiata!

Figaggine

windhaven2le5Windhaven ricorda per certi versi il fantasy raffinato e profondo della Saga di Terramare, ancora oggi caposaldo indiscusso del genere. 

Per certi versi, sia ben chiaro. Siamo comunque abbastanza lontani dalla maestria della Le Guin e spesso i racconti della raccolta peccano di troppe parti parlate, raccontate o discusse, senza che vi sia mai vera azione o che i temi di fondo vengano fuori con eleganza.

Diciamo che è un buon elemento per discutere sul fantasy scritto dalle donne e di come esso possa essere sempre diverso da quello scritto dagli uomini.

La Chicca

L’ambientazione stessa, molto accattivante, ben pensata e realizzata, in cui io voglio vedere l’apporto principale di Martin. Le mostruose Scille che infestano i mari, gli Arcipelaghi separati e diversi tra loro, il ruolo di guaritori, volatori, cantori e terrieri, i cibi e le bevande così strane e la vecchia leggenda dei marinai delle stelle… Tutti elementi che avrebbero forse meritato un numero maggiore o una qualità migliore di racconti.

La Fesseria

Ovviamente la traduzione italiana, che parte con un titolo del tutto sballato. L’originale Windhaven a cui tutti si riferiscono e che è una specie di “Mediterraneo” a livello di percezione comune, diventa sia nel titolo che all’interno dei capitoli un rozzissimo “Pianeta dei Venti”. Ogni volta quindi che i personaggi parlano del proprio mondo lo chiamano “Pianeta dei Venti”. Un po’ come se, che so, gli antichi Greci, ogni volta che dovevano parlare del mondo conosciuto dicessero “il Pianeta Terra” invece di Ecumene

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Giudizio complessivo

Il Pianeta dei Venti è un bel libro, senza però eccellenze particolari. L’ambientazione pensata e la storia che vi sta dietro sono migliori di molte altre mai lette (perfino di quella delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, se vogliamo). Tuttavia l’occasione di mostrare un mondo fantastico pieno di mostri, tempeste, conflitti, naufragi ed esotismi vari fallisce un po’ nelle vicende poi davvero narrate. Si tratta sempre di beghe dei Volatori e dei sogni di adolescenti, che non finiscono mai in elementi tragici così necessari per una buona storia. 

Mai combattimenti, mai tragedie, mai spargimenti di sangue, mai viaggi, mai pericoli sconosciuti, mai vera tensione, mai colpi di scena. In molti casi la protagonista risolve tutti i problemi parlando (davanti a un nobile, a un personaggio “cattivone”, al “gran consiglio” dei volatori, all’Accademia) e questo secondo me è inaccettabile in una storia di avventure fantastiche in mondi lontani.

Se invece vi piacciono le storie fantasy “de sentimento” allora forse il libro per voi sarà ottimo! In ogni caso non è male comunque…

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Windhaven nel gioco di ruolo Avventuroso

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One Response to Il Pianeta dei Venti

  1. giudappeso says:

    Letto qualche anno fa e mi era anche piaciuto. Sono d’accordo quando dici che ricorda la Bradley e in generale i ricordi che ho coincidono con le tue impressioni. Non sapevo che la parte di Martin fosse ridotta, ma in effetti questo spiega il taglio così lontano dal suo stile.

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