La Bocca dell’Inferno

by • 27/08/2011 • Codice Cariddi, Roba miaComments (0)15731

 

Secondo una leggenda medievale, Messina ospiterebbe sul suo territorio una Bocca dell’Inferno, un portale di tenebra e fiamme che condurrebbe direttamente agli inferi.

La rappresentazione medievale di una “Bocca dell’Inferno”, i cancelli che secondo le leggende condurrebbero dal mondo terreno agli inferi, per far entrare le anime dei morti e farne uscire (per fortuna di tanto in tanto) orrori e demoni

La cronaca, narrata dallo storico Aimoino, parla di un eremita chiamato Giovanni, che viveva sull’isola di Lipari intorno al 640 d.C. e trascorreva i suoi giorni in contemplazione e ascesi in una grotta o in una capanna sul mare.

Un giorno l’eremita ebbe una visione mistica e sognò il passaggio sul mare di una imbarcazione, condotta da demoni e diretta verso l’isola di Stromboli. I demoni stavano trascinando all’inferno l’anima di Dagoberto, re dei Franchi, morto quel giorno stesso.

La raffigurazione della leggenda di Dagoberto e del monaco Giovanni

Prima che potessero raggiungere il vulcano, il cui cratere costituiva proprio l’imboccatura degli inferi, giunsero dal cielo tre santi, accompagnati da angeli e armati con acqua benedetta, spade fiammeggianti e sacri incensieri. Davanti all’eremita, nei cieli delle Isole Eolie, i santi strapparono l’anima del re ai demoni e la portarono via con sé.

Uscendo da nembi sfolgoranti, la Mano di Dio raccolse allora l’anima di re Dagoberto e la trasportò al sicuro in paradiso.

Nonostante fosse un uomo d’arme e di mondo, Dagoberto si era salvato dalla dannazione eterna per aver fondato anni prima un’abbazia dedicata a San Dionigi, patrono di Francia e primo vescovo di Parigi.

Una raffigurazione di re Dagoberto

Grato di questa preferenza, fu proprio San Dionigi a salvarlo dall’inferno, assieme a San Martino di Tours e a San Maurizio, patrono del Sacro Romano Impero e custode della Lancia del Destino.

La grande tomba monumentale di Dagoberto I si trova ancora nell’Abbazia di San Dionigi (Saint Denis, alla periferia di Parigi), accanto alle reliquie del Santo e di tutti i re di Francia. Essa raffigura con dei bassorilievi la leggenda e il viaggio dell’anima presso la Bocca dell’Inferno, il cratere dello Stromboli.

Il cenotafio di Dagoberto presso la cattedrale di Saint Denis

Dodici secoli dopo, anche Jules Verne descrive questo vulcano come porta del mondo sotterraneo. I protagonisti di Viaggio al centro della Terra infatti, dopo aver percorso le caverne nel cuore del mondo, torneranno in superfice proprio dalla bocca dello Stromboli.

Magari c’è qualcosa di vero…

I protagonisti di Viaggio al centro della Terra raggiungono il cratere dello Stromboli

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