La Grande Onda

by • 23/08/2012 • Codice Cariddi, Roba miaComments (0)1337

“Il più grande tsunami dalla comparsa dell’uomo sulla Terra”.

È così che i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno definito un terribile cataclisma preistorico avvenuto proprio (la solita fortuna!) in Sicilia.

Secondo recenti studi, infatti, circa ottomila anni orsono una valanga colossale si è abbattuta dalla sommità dell’Etna sul mare antistante, inabissandosi nello Jonio e provocando un maremoto impressionante. La frana avrebbe avuto le dimensioni di 35 km cubici di materiale lavico, accumulatosi per millenni sul cono del vulcano.

La montagna d’acqua che si generò era alta invece intorno ai 50 metri e avrebbe viaggiato a velocità tra i 200 e i 700 km all’ora, fino alle coste di tutto il Mediterraneo centro-orientale.

Un muro d’acqua mai immaginato in precedenza si abbattè inarrestabile dapprima sulle rive siciliane e calabresi, smorzandosi nello Stretto di Messina (quindi non passando nel Tirreno), ma spazzando via i tratti costieri delle terre di fronte al vulcano medesimo: Africa, Grecia, Egitto, fino alle rive dell’attuale Palestina.

L’intero evento potrebbe addirittura essere alla base delle leggende del Diluvio Universale, diffuse appunto in tutto il Mediterraneo e spesso riferite ad una immensa inondazione, piuttosto che ad un semplice acquazzone.

Un cataclisma del genere, sempre secondo i ricercatori, ha purtroppo una certa periodicità. Negli ultimi 2000 anni gli studiosi hanno registrato 300 casi simili nell’area italiana, di cui 60 catastrofici. Nessuno di essi si è però lontanamente avvicinato a quello di 8000 anni orsono, sebbene un evento del genere, magari in relazione ad un terremoto, “non è improbabile”.

Questa volta però le rive del Mediterraneo sono gremite di città e abitazioni. Se un cataclisma del genere si ripetesse la devastazione sarebbe inenarrabile. In Italia, la Protezione Civile sta già allestendo un apposito sistema di prevenzione e rilevamento, per garantire una maggiore sicurezza delle coste.

Ma cosa può davvero fare la Protezione Civile di fronte ad un muro d’acqua di 50 metri di altezza, che si muove a 700 km all’ora e raggiungerebbe le coste più vicine in meno di un minuto?

 

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