La Regola della Champions League

by • 23/07/2015 • Lifestyle, Roba mia, Ultima ForsanComments (3)1666

La Regola della Champions League dice “Se decidi di giocare, devi puntare alla Champions League. Altrimenti non giocare.”

La prendiamo molto larga.

Io, durante uno dei miei sempre lucidi discorsi...

Io, durante uno dei miei sempre lucidi discorsi…

Non sono mai stato interessato al successo, alla carriera o alla “riuscita” come obiettivo di vita. Il mio obiettivo di vita è stato invece sempre quello di cavarmela, sparaculare, poter tenere la testa alta nelle cose importanti, mettermi un po’ di soldi in tasca e scialare con gli amici nei bar la sera.

Da qualche tempo, l’ultima voce ha subito un cambio (un upgrade?) con “scialare con i figli sulla spiaggia di pomeriggio”, ma spiritualmente le due attività mi appagano allo stesso modo. E poi ormai sono vecchio…

Comunque, un approccio molto easy, dove gli unici paletti sono quelli della “testa alta”, che più o meno identifico nelle seguenti voci:

– Nessun nepotismo o favoritismo, da nessuno e per nessuno.

– Se mi togli un centesimo di quello che mi spetta o mi neghi un diritto, ti faccio causa. Subito.

– Nessun servilismo o atteggiamento subdolo tra colleghi o con i vari capi.

– Niente di immorale o che ritengo ingiusto, per nessun motivo, mai.

– Tutto quello che ottengo me lo sono sudato almeno tre volte.

– Mai una lira da genitori o parenti, a parte i regali di compleanno (since 2003).

Detto questo, a cavarmela e sparaculare sono andato abbastanza bene dall’Università in poi, attraverso una dozzina di lavori diversi, vivendo in città e nazioni differenti, con ovvi alti e bassi che per fortuna posso ancora ben gestire assieme a quelli di mia moglie, compensandoli coi suoi (lei compensa DI PIU’, diciamocelo… ma ehi… abbiamo detto che io sono quello che sparacula, no?).

Però, una cosa su cui non ho mai cambiato idea, attraverso 12 lavori, è il seguente concetto, “la Regola della Champions League”, che proverò a esprimere in maniera epigrafica:

Se decidi di giocare, devi puntare alla Champions League. Altrimenti non giocare.

Cosa voglio dire?

Che qualsiasi cosa decidi di fare, devi puntare ad arrivare tra i MIGLIORI, dove succedono le cose di ispirazione per tutti gli altri. Vuoi fare lo scrittore? Devi aspirare a diventare autore di libri con fascette piene di complimenti di Stephen King. Vuoi fare il fumettista? Devi aspirare a lavorare per Marvel o DC o quelle altre tre case editrici… Vuoi fare il videomaker? Prima o poi devi arrivare a Hollywood, Hong Kong, al Sundance o in quegli altri posti là…

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Io, circa 25 anni fa…

Non devi cercare di essere un campione, o “il migliore“, perché questo non dipenderà solo da quello che vuoi e fai, ma da una serie di circostanze diverse. Se sarai un campione lo decreteranno i posteri, non tu. Ma se stai facendo una cosa, devi lavorare per arrivare al LIVELLO più alto di quella categoria, anche da ultimo. Per citare (male) Milton “Meglio servire in Paradiso, che regnare all’Inferno”.

Naturalmente, la Regola della Champions League non vuol dire che ti svegli al mattino e pretendi di essere uno dei big! E’ un lungo e doveroso (ma divertente) percorso:

– Si parte dal calcetto con gli amici: lo scrittore inizia partecipando ai concorsi di racconti, il fumettista va alle scuole di fumetto e il videomaker ha i suoi contest di corti…

– Poi si entra in una squadretta: apri un blog, un canale, i tuoi social, le tue crew. Si prendono contatti, si fanno amicizie, che poi divengono collaborazioni, partono i primi progetti strampalati. Molti errori, ma si è qui per migliorare.

–  Si fanno tutte le categorie della Lega Pro: i gruppi si chiudono, la gente litiga, i progetti naufragano… Ma altri vengono fuori. Magari riesci a fare le prime cose fatte bene, chiudi il primo romanzo, il corto vince il suo concorso, quella casa editrice di Vicenza ti pubblica il fumetto!

la regola della Champions League– Poi si ascende alla Serie B, dove si comincia a respirare un’aria diversa… Qui, ragazzi, è pieno di gente che ormai è sgamata… i sognatori, gli irresponsabili, quelli che non rispettano le consegne, i fannulloni, gli inconcludenti, quelli che non sanno giocare in squadra… alla Serie B non ci arrivano. Se sei uno scrittore hai già una bella serie di titoli autoprodotti su Amazon oppure tante cose sparse tra case editrici piccole e grandi. Se sei un fumettista magari finisci dalle parti di Bao, Aurea o Cosmo. Se sei un videomaker cominci i tuoi stage a Roma e Milano, da QUELLI GROSSI.

– E poi, dalla Serie B si lotta per arrivare alla Serie A, il massimo livello di professionismo del tuo settore nel tuo paese, con tanti altri campioni potenziali come te. Dalla B alla A il salto è breve, ma è per i professionisti più duri, quelli che ce la mettono tutta e fanno bene. Bei contratti per gli scrittori, con case editrici serie (piccole o grandi che siano), Bonelli, Disney o Marvel Italia per i fumettisti. Finire in TV nazionale o su Sky per chi fa video.

Ecco… ti basta?

No, non ti basta. La Regola della Champions League dice che devi puntare ancora oltre. Devi fare un altro salto: passare dai massimi livelli italiani alla categoria dove giocano i campioni di tutto il mondo. Il mercato inglese. La grande arena.

O perlomeno devi provarci, devi continuare a provarci, tendere tutte le tue forze a quegli obiettivi.

Perché è lì, e solo lì, che si gioca davvero il gioco a cui stai giocando. 

Questo è perlomeno quello che penso io sulle proprie passioni e sul proprio lavoro.

E per questo motivo che sono oggi così orgoglioso di poter dire che, umilmente e silenziosamente, il mio piccolo gioiello Ultima Forsan è uscito dalla semplice scena italiana del gioco di ruolo (l’attività che per ora impegna la maggior parte del mio tempo produttivo) ed è entrato a gamba tesa nella Champions League del Role-Playing Game internazionale, presentandosi sulla massima piattaforma del settore, DriveThruRPG come un nuovo Savage Setting di Savage Worlds e ricevendo nei primi tre giorni numerose review positive, commenti entusiastici e buone statistiche di vendita, inossidabile come Hottest Small Press Title fin dalla data del rilascio.

La Regola della Champions League

Non sto qui a ringraziare il complice Giuseppe e tutto il team di GG Studio che mi ha permesso di fare questo balzo, ci saranno altri momenti per questo, ma ho davvero provato la necessità di manifestare la mia soddisfazione, per aver finalmente trovato spazio nel LIVELLO DI GIOCO per il cui raggiungimento ho duramente lavorato fin da quando opero in questo settore.

La Champions League del Gioco di Ruolo.

E adesso, finalmente, il gioco si fa duro…

PS: Quando penso ad amici e conoscenti che hanno raggiunto la propria Champions League e lottano per rimanervi, mi vengono in mente Davide Mana, Andrea Atzori, Lelio Bonaccorso, Samuel Marolla, Umberto Pignatelli, Edoardo Dalla Via, Andrea Sfiligoi e tanti altri.

Forza ragazzi!

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3 Responses to La Regola della Champions League

  1. Yaztromo says:

    Prima di tutto ti faccio i miei complimenti di cuore, facendoti notare che sei riuscito a trasformato la tua passione in lavoro, cosa che non capita spesso.
    Non lo so se far coincidere le due cose sia meglio o peggio, probabilmente ci sono dei pro e contro in ogni caso, ma mi sembra comunque una cosa rimarchevole.

  2. Ferruccio says:

    Complimenti per il risultato.

    Ma anche per il titolo del post.

    Non immagini come sarebbe migliore il mondo se tutti seguissero una regola simile

  3. Mauro Longo says:

    Grazie Ferruccio!

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