Librogame e Gioco di Ruolo

by • 02/02/2011 • Dal LibroGame al Gioco di RuoloComments (0)2360

Qual’è il rapporto tra Librogame e Gioco di Ruolo?

Abbiamo già detto che un Librogame (o Gamebook) è un racconto a bivi con delle specifiche regole di creazione del personaggio, equipaggiamento, azione e combattimento (a volte magia, poteri o altro), che permettono al lettore di vivere una storia di cui è protagonista e contemporaneamente giocare un’Avventura tentando di “vincere”, ovvero di raggiungere il finale migliore del libro. La scelta dei paragrafi da visitare, le decisioni prese, l’utilizzo positivo delle caratteristiche del Personaggio e il favore dei dadi (o di altro sistema aleatorio) sono il discrimine tra successo e fallimento. Il termine inglese è Gamebook e il genere è stato creato da Fighting Fantasy, mentre quello italiano deriva dalla più famosa collana italiana del settore, edita dalla E ELLE negli anni ’80 e ’90. Per convenzione, un Librogame che non usi un regolamento e non abbia un elemento aleatorio è considerato piuttosto una Storia a Bivi. Esistono inoltre Librogame speciali adeguati al gioco di gruppo, basati comunque sulla lettura di paragrafi e su scelte obbligate. In ogni caso non esistono Librogame che prevedano l’uso di un Master. Tra i titoli più famosi e graditi dei Librogame, citiamo di nuovo le serie inglesi Fighting Fantasy, Blood Sword e Lupo Solitario.

Per Gioco di Ruolo possiamo intendere (mille in realtà potrebbero essere le definizioni) un gioco di società da tavolo incentrato sullo sviluppo di Avventure condivise, con un partecipante che si occupa dello svolgimento guidato delle vicende (il “Master”), e altri partecipanti che in qualità di Giocatori interpreteranno il ruolo di Personaggi. Tutti i Giocatori sono dotati di una scheda del proprio Personaggio, in cui sono descritte le caratteristiche e capacità di quest’ultimo, e cercheranno di affrontare positivamente le avventure proposte dal Master e previste dallo scenario che si sta giocando. Anche qui le decisioni prese, l’utilizzo positivo delle capacità dei Personaggi e il favore dei dadi sono determinanti. Come differenze sostanziali rispetto ai Librogame si registrano lo spirito di gruppo e una maggiore complessità delle regole, mentre l’elemento “lettura” viene sostituito da quello “interpretazione”. Altra differenza fondamentale è che non vi sono scelte fisse da compiere (come necessario nel contesto di un libro), ma il Master e il regolamento dovrebbero riuscire a gestire qualsiasi trovata o idea dei Giocatori. Il gioco di ruolo più famoso del mondo è sicuramente Dungeons&Dragons, nelle sue varie edizioni, ma a questa categoria possiamo ascrivere anche le regole avanzate di Fighting Fantasy RPG, Dragon Warriors e Uno Sguardo nel Buio, nonché il Gioco di Ruolo di Lupo Solitario.

Mi rendo conto che la definizione di Gioco di Ruolo appena proposta lascia fuori molto “GdR”: in particolare LARP, Videogames, Giochi di Comitato e di Narrazione condivisa, giochi cosiddetti “New Wave”, giochi che non si basano su Master e/o tavoli e/o schede e/o regole. Tuttavia, il paragone più lecito con i Librogame è proprio del buon vecchio gioco di ruolo al tavolo con gli amici, le schede del personaggio, il libro delle regole, i dadi, la mappa e il Master. In ogni caso, anche se la definizione è imprecisa il paragone di questo articolo sarà solo con “quel” tipo di gioco di ruolo.

Altri due concetti sono fondamentali per avviare la nostra discussione e rappresentano dei punti di passaggio fondamentali tra Librogame e Gioco di Ruolo: Giochi di Avventura e Avventure in Solitaria.

Per Giochi di Avventura si intenderanno qui (è una convenzione puramente attribuibile allo scrivente e non si tratta di un concetto largamente condiviso) quei Giochi di Ruolo di natura molto semplificata e “introduttiva”, con un regolamento immediato, veloce e facile da apprendere per neofiti oppure gradevole per la sua scorrevolezza. I Giochi di Avventura sarebbero quindi “dei Giochi di Ruolo più semplici”, dove l’interpretazione, l’aleatorietà e il piacere del gioco di società rimangono, mentre l’attenzione è per forza di cose più centrata sulla vicenda rappresentata e sulle trovate dei Giocatori, piuttosto che sulle capacità numeriche dei Personaggi.

Come i Giochi di Ruolo, anche i Giochi di Avventura necessitano di Master, scenari, schede, mappe e dadi e si basano sull’immaginazione piuttosto che sull’uso di tabelloni e miniature. La distinzione tra Gioco di Ruolo e Gioco di Avventura è ricalcata su quella operata dalla ICE con il Gioco di Ruolo e con il Gioco di Avventura del Signore degli Anelli (GIRSA e GIASA).

Le Avventure in Solitaria sono degli scenari scritti come un Librogame, ma che sfruttano il regolamento complesso di un Gioco di Ruolo o quello di un Gioco di Avventura. In genere, lo scenario non prevede una sezione di regole al proprio interno, ma fa riferimento al regolamento del gioco di riferimento. Al lettore-giocatore singolo non viene chiesto di interpretare, ma di leggere quello che accade al proprio Personaggio e di utilizzare i dadi e le proprie caratteristiche da solo, quando il testo o il regolamento lo richiedano. Non è ovviamente previsto il Master. Esistono molte Avventure in Solitaria ad esempio per Dungeons&Dragons, Tunnels&Trolls e Uno Sguardo nel Buio.

Ecco quindi, secondo me, la relazione che vi è tra Librogame e Gioco di Ruolo, passando per Avventure in Solitaria e Giochi di Avventura:

Ovviamente, questi “cancelli” tra i vari generi non aspettano altro che essere smentiti da contaminazioni, mescoloni e casi “fuorigenere”, ma è questa la natura di ogni suddivisione in generi, no?

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