L’uomo che concedeva autografi – racconto per Rill 2012

by • 14/10/2012 • News, Racconti, Roba miaComments (0)1139

Annunciati i vincitori e i menzionati speciali del concorso Un racconto in mostra, fusione della ventesima edizione del Trofeo Rill con Lucca Comics&Games 2012. I tre racconti vincitori fra i 406 partecipanti saranno pubblicati nell’antologia 2012 della collana Mondi Incantati, oltre che sottoposti al giudizio del pubblico di Lucca 2012.

Il concorso era riservato a racconti di genere fantastico che soddisfacessero due caratteristiche:

  • essere di lunghezza non superiore alle 1800 battute, spazi inclusi
  • contenere nel titolo un acrostico della parola “Lucca”

dopo la selezione degli oltre quattrocento racconti arrivati, i finalisti di Un Racconto in Mostra sono:

1) L’Unica Chiave Che Apre, di Enrico Di Addario (Roma)
2) L’Ultima Cosa Che Apparve, di Cristina Donati (Stiava, Lucca)
3) Lorica Universalis Contra Calamitosam Apocalypsem, di Francesca Garello (Roma)

La classifica finale del concorso (primo, secondo, terzo posto) sarà decisa dal voto dei visitatori di Lucca Comics & Games 2012 (i testi saranno stampati in appositi pannelli sparsi nel padiglione Games, e i voti raccolti presso lo stand di RiLL) e da quello dei lettori di RiLL.it. Il voto on line è già attivo, e le urne resteranno aperte sino al 3 novembre.

Detto questo, il racconto L’uomo che concedeva autografi non ha passato la selezione.

Eccolo allora qui su Caponata Meccanica:

 

L’Uomo Che Concedeva Autografi

Un lavoro eccellente, pensò Luca, trenta euro spesi davvero bene.

In piedi di fronte allo stand, in attesa del suo turno, sfogliò ancora il libro appena acquistato: De vermiis mysteriis, uno splendido pseudobiblium con copertina in finta pelle e duecento pagine di curiosità cthulhiane, illustrazioni e spunti di gioco.

Era nel caldo autunno di quella vecchia città custode di infiniti segreti, che la Ancient Press aveva deciso di presentare il volume fresco di stampa, inviando il suo autore a concedere autografi nei padiglioni gremiti di folla della più grande fiera italiana del fantastico.

L’addetto allo stand gli fece cenno di entrare. Luca scostò un drappo rosso e si ritrovò in un piccolo ambiente, arredato con i lugubri stendardi della Ancient.

L’autore era seduto a una scrivania, su cui poggiavano una matita e un calamaio di inchiostro rosso, con dentro una penna d’uccello.

Come ti chiami?” chiese, fissandolo in tralice con occhi gialli.

Luca” rispose il ragazzo.

Oh Luca, i vostri nomi italiani sono così difficili… Potresti scriverlo tu stesso a matita, qui, nella prima pagina?”

Luca fece come richiesto. Per la prima volta notò che il foglio era interamente filigranato, intessuto di simboli arcani, glifi e caratteri visibili solo in controluce.

L’autore prese in mano il libro e vergò la dedica sulla pagina con la penna nera, ripassando i segni a matita di Luca e infine ponendo il suo autografo in basso. I simboli in filigrana si tinsero di un malevolo scarlatto, mentre la pagina si imbeveva di inchiostro.

Luca riprese il libro e uscì dallo stand, l’anima ormai strappata via, gli occhi vacui e fissi sulla dedica.

L’autore si leccò le labbra con entrambe le lingue e attese il prossimo ammiratore.

Un lavoro eccellente, pensò, trenta euro spesi davvero bene.

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