Quanto è verosimile il vostro fantasy? Il Megadungeon nella storia

by • 08/05/2019 • Editoria e Narrativa, Repertorio FantasticoComments (3)920

E se i Megadungeon fossero davvero esistiti? Altro che Sottomonte e Tempio del Male Elementale: l’incredibile caso del Labirinto di Meride!

«Stabilirono, poi, anche di lasciare un monumento a ricordo del comune dominio e, quando l’ebbero deciso, costruirono il Labirinto, che si trova un po’ sopra il lago Meride, press’a poco all’altezza di quella che è detta la «Città dei Coccodrilli».

L’ho visto io stesso ed è superiore a quanto si possa dire: poiché se si facesse un calcolo di tutte le costruzioni dei Greci e delle loro opere d’arte, apparirebbero certo di minore impegno e di meno grave spesa che non questo Labirinto; eppure, il tempio di Efeso e quello di Samo sono ben degni di essere ricordati.

Già le piramidi erano al disopra di ogni possibile descrizione e ognuna di esse degna di essere confrontata con molte e grandi opere greche.

Ma il Labirinto vince il confronto anche con le piramidi.»

In questa splendida rubrica (me lo dico da solo) abbiamo già approfondito l’esistenza reale, nel nostro mondo primario, di:

Gilde dei Ladri

Cercatori di tesori nei dungeon del passato

Guerrieri di 20simo livello

Tutte cose che magari pensavate fossero relegate solo ai mondi di Dungeons & Dragons o al fantasy dozzinale. Il Caponatariano Yuri Zanelli aveva anche fatto un articolo sui Megadungeon in passato… ma sempre dal punto di vista dell’immaginario. Riassumendo…

Il Megadungeon nell’immaginazione

Nel lessico del giocatore di ruolo, il “megadungeon” è una gigantesca struttura emersa o sotterranea costituita da decine o centinaia di ambienti, scale, passaggi segreti e corridoi, e suddivisa su più livelli, dove i giocatori possono ambientare non solo semplici avventure ma persino intere campagne. Sono “dungeon-mondi” così vasti e compositi che la loro completa esplorazione (e saccheggio) necessita mesi di gioco; così complessi e interconnessi che diverse aree e livelli interni hanno difficoltà, stile e nemici tematizzati e sono oggetto di specifiche quest, sempre più difficili man mano che si discende verso il basso.

Questo tipo di “mega-strutture ludiche” sono così tipiche nei giochi di ruolo old school, anche come titoli videoludici (Diablo, Tempio del Male Elementale, Castle Greyhawk), da rappresentare un sottogenere nel sottogenere, con tanto di volumi e approfondimenti sull’ “ecologia” possibile di ambienti simili e una loro estremizzazione horror-parodistica… il “nega-dungeon”.

Il Megadungeon nella realtà

Ma i Megadungeon esistono anche nella realtà. Il labirinto di Re Porsenna e quello di Cnosso sono due esempi para-leggendari di questo concetto, mentre che dire delle Catacombe delle città romane o quelle della Cappadocia?

Ma il Labirinto di Meride è il Megadungeon supremo, che si dice abbia perfino ispirato quello di Cnosso, grande a malapena una sua frazione.

La citazione che apre l’articolo è di Erodoto, che così poi continua:

«In esso, infatti, vi sono dodici cortili coperti, con le porte di fronte l’una all’altra; sei rivolte a nord, sei aperte verso sud; e i cortili sono contigui, e un muro unico li recinge all’esterno.

Vi sono due ordini di stanze, parte sotterranee, parte sul livello del suolo sopra le prime: in numero di 3000; 1500 per ordine.

Le stanze superiori le abbiamo viste noi stessi passando da una all’altra e ne parliamo per averle visitate, ma di quelle sotterranee abbiamo solo informazioni per sentito dire; poiché quelli degli Egiziani che vi sovraintendono non hanno voluto assolutamente farcele vedere, dicendo che ci sono le tombe dei re che fin dall’inizio costruirono questo labirinto e dei coccodrilli sacri. Così, delle sale che sono sotto terra diciamo solo quanto abbiamo sentito dire; ma le sale sopraelevate noi stessi abbiamo constatato che sono superiori a ogni umano lavoro. Infatti, il cammino per uscire dalle stanze che si attraversano, gli andirivieni che sono molto tortuosi per attraversare i cortili, ci davano motivo di straordinaria meraviglia, quando passavamo dal cortile alle sale e dalle sale nei portici; e poi dai portici in altre stanze e dalle stanze in altri cortili.

Il tetto di tutte queste costruzioni è di pietra, come anche i muri; questi, poi, sono coperti di figure incise; ogni cortile è circondato da colonne di pietre bianche, connesse tra loro alla perfezione. Vicino all’angolo dove ha termine il Labirinto, s’eleva una piramide alta quaranta orge, sulla quale sono scolpiti degli animali di grandi dimensioni; la via che porta a essa è stata scavata sotto terra.»

Il Labirinto di Meride sarebbe stato dunque costituito da 3000 ambienti, su un’area di 70000 m², connessa alla piramide del Faraone Amenhemat III, che visse nel XIX secolo a.C e da cui il tutto fu voluto ed edificato. I testi di Diodoro Siculo, Erodoto e Strabone ne riportano le titaniche immensità e pare che si conosca anche il nome del suo architetto, Petesuchos Pnepheros.

Dice Strabone:

«Davanti agli ingressi si aprono numerose e lunghe gallerie sotterranee, collegate fra loro da tortuosi passaggi; sicché senza guide per nessun visitatore è possibile entrare e uscire dallo stesso cortile. Ma la cosa straordinaria è che i tetti di ciascun ambiente sono fatti di un’unica pietra e che, alla stessa stregua, le gallerie sono ricoperte per tutta la loro ampiezza da lastre monolitiche di eccezionale grandezza, senza travature di legno o di altro materiale.»

Il Labirinto fu scoperto nel 1888 da Flinders Petrie, ma lo stato di conservazione era già desolante, visto che per secoli è servito come cava di pietra per i popoli che si sono succeduti agli egiziani al governo della regione, che lo hanno letteralmente smontato pezzo per pezzo.

Se davvero il Megadungeon di Meride fosse pieno di tesori, trappole, guerrieri non morti, signori delle mummie, uomini-coccodrillo e dèi delle profondità, come tutti noi crediamo, be’ purtroppo non è più dato saperlo…

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3 Responses to Quanto è verosimile il vostro fantasy? Il Megadungeon nella storia

  1. Manuel Colleoni says:

    Ciao Mauro,
    Per me sono sempre state di ispirazione le cronache dei ritrovamenti di Belzoni in Egitto. Lessi il suo resoconto anni fa. Mi sono sempre immaginato gruppi di avventurieri che si avventurano in tombe egizie o mesopotamiche…..

  2. Stormur says:

    Che ce lo fate un nuovo librogame di Eroi Ellenici ambientato in Egitto? 🙂

  3. Sandokan says:

    Bell’articolo! L’ho proprio apprezzato!

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