Messina di Sotto

by • 18/02/2011 • Codice Cariddi, Roba miaComments (0)1810

Come qualsiasi antica città italiana, vecchia di millenni e stratificatasi per tutte le età dell’uomo, anche Messina possiede un mondo sotterraneo intricato e profondo, un labirinto nascosto sotto la superficie visibile della città.

Nonostante i numerosi terremoti e i bombardamenti, gli scempi edilizi e le ricostruzioni che hanno interrato e sepolto questi livelli del sottosuolo, una Messina di Sotto può essere virtualmente ricostruita, attraverso le testimonianze che ne possediamo.

Innanzitutto, al di sotto di chiese e monasteri si estendevano cripte (nella foto un’antica stampa di quella del Duomo) e catacombe, ipogei e camere sepolcrali.

Questi luoghi sacri e misterici erano spesso collegati tra loro e con altre strutture sotterranee. È il caso, ad esempio, della cripta della Chiesa di Santa Maria della Pietà (oggi distrutta), connessa attraverso passaggi sotterranei alla fortezza di Matagrifone. Da questo castello, tra le prigioni e le gallerie militari, il cunicolo permetteva di far giungere in Chiesa i condannati a morte, per chiedere la grazia. Altri passaggi avrebbero invece permesso di muoversi tra i vari castelli e fortezze cittadine, dentro e fuori le mura, attraversando quindi l’intera città.

Passaggi ormai perduti e dimenticati che attraversano il nostro sottosuolo sono anche le gallerie degli acquedotti, a partire da quelle cinquecentesche del Montorsoli (celebrate dalla Fontana di Orione) fino ad arrivare a quelle dell’800 lungo i torrenti cittadini.

Anche i grandi palazzi civici, popolari o nobiliari che fossero, possedevano ampi vani sotterranei, destinati a cantine, magazzini e ripostigli, che spesso erano collegati tra loro formando un’ulteriore maglia di passaggi e ambienti.

Non mancano certo leggende che parlano di questo mondo sotterraneo. Pare infatti che nei sotterranei del quartiere “del Dazio” si aggirasse il diavolo stesso, assieme ad una corte di suoi demoni serventi. Tra passaggi, carceri e meandri segreti, nel sottosuolo della città, egli sevizierebbe i dannati con frustate e torture varie.

Sembra perfino che, nelle notti più silenziose, dalle grate e dalle bocche dei tombini si sentano provenire scudisciate, gemiti e un inquietante trascinarsi di catene.

nessundove messina

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