Ricordati che devi risorgere – Episodio 4

by • 25/08/2013 • Decamerone dei Morti, News, Racconti, Roba miaComments (0)1479

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Repubblica Fiorentina, 1348. Arrigo, detto Corvaccio, è accerchiato dai Morti in una casupola tra le campagne di Certaldo. Riuscirà a fuggire e a mettersi in salvo dal Flagello che si è abbattuto sui regni degli uomini? Un racconto interattivo ambientato nel mondo del Decameron dei Morti

Come detto qualche post faThe Incipit è il bellissimo sito italiano dove poter postare delle storie a bivi che tutti possono leggere e votare, scegliendo di volta in volta il paragrafo con cui la storia continua… Una sorta di “Scegli la tua avventura” che però poi alla fine genera un racconto univoco e non uno ramificato. Ed ecco allora che ho deciso di aprire le vicende e l’ambientazione del mio Decameron dei Morti a nuovi sviluppi, ideando un racconto interattivo che tutti quelli interessati possono scrivere con me.

Il racconto si chiama Ricordati che devi risorgere ed è appena uscito il quarto episodio: Di fronte a me, Sapienza a nulla vale. Siete tutti invitati a partecipare a questo esperimento di scrittura collettiva, in questo modo:

  1. Ricordati che devi risorgere sarà diviso in 10 episodi. Ogni episodio verrà scritto in base alle preferenze espresse alla fine dell’episodio precedente.
  2. Una domanda concluderà infatti ogni episodio: come proseguirà la storia? Potrete votare una delle 3 possibilità previste di volta in volta e partecipare insieme agli altri lettori nel cambiare il corso degli eventi, definire il personaggio, intrecciare la trama.
  3. La maggioranza dei voti determinerà lo sviluppo del capitolo successivo.
  4. Potrete inoltre lasciare i vostri commenti ad ogni episodio, scambiare le vostre opinioni, idee e suggerimenti con gli altri lettori, con me e condividere la storia sui social network.

Continuate la storia con me!

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Ricordati che devi risorgere – Episodio 4

Di fronte a me, Sapienza a nulla vale

(…)

Mentre principiava a piovere giunsi dunque ad un basso muro che circondava una corte ricoperta di sterpi. Al centro di essa, a forse cento passi innanzi a me, vi era una chiesa plebana affiancata da un basso campanile. Al lato opposto vi eran issate delle croci di legno come per le sacre rappresentazioni, mentre travi, pali e cataste di legno occupavano il centro del cortile.

Il muricciolo si apriva in un ingresso arcuato, attraversato da un sentiero fangoso i cui solchi si andavan già riempiendo di pioggia. Sull’arco era posta una lapide di pietra grigia, con al centro incisa una testa di morto scarnificata. Attorno a quel teschio, una vecchia epigrafe un tempo recitava MEMENTO MORI, che nella latina favella come sapete significa “Ricordati che devi morire”.

Eppure una qualche mano malevola o irriguardosa aveva scalpellato via la le prime due lettere e aveva completato le rimanenti fino a formare un termine nuovo, sicché l’intera epigrafe ora recitava MEMENTO RESURGERE.

Ricordati che devi risorgere.

In quel momento udii alle mie spalle un tramestio nel fogliame e dei passi pesanti provenire dal margine del bosco. Esitai allora, incerto sul da farsi.

Cosa farà Corvaccio in questi frangenti?

  • Si volterà ad affrontare quello che proviene dalla selva alle sue spalle
  • Si nasconderà nel cortile tra gli sterpi e attenderà di veder che cosa accade
  • Tirerà dritto fino alla chiesa, cercandovi rifugio

Leggi, scegli, vota e commenta Ricordati che devi risorgere!

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