Ricordati che devi risorgere – Episodio 5

by • 04/09/2013 • Decamerone dei Morti, News, Racconti, Roba miaComments (0)1571

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Repubblica Fiorentina, 1348. Arrigo, detto Corvaccio, è accerchiato dai Morti in una casupola tra le campagne di Certaldo. Riuscirà a fuggire e a mettersi in salvo dal Flagello che si è abbattuto sui regni degli uomini? Un racconto interattivo ambientato nel mondo del Decameron dei Morti

Come detto qualche post faThe Incipit è il bellissimo sito italiano dove poter postare delle storie a bivi che tutti possono leggere e votare, scegliendo di volta in volta il paragrafo con cui la storia continua… Una sorta di “Scegli la tua avventura” che però poi alla fine genera un racconto univoco e non uno ramificato. Ed ecco allora che ho deciso di aprire le vicende e l’ambientazione del mio Decameron dei Morti a nuovi sviluppi, ideando un racconto interattivo che tutti quelli interessati possono scrivere con me.

Il racconto si chiama Ricordati che devi risorgere ed è appena uscito il quinto episodio: Vedi che in croce la sua testa inclina. Siete tutti invitati a partecipare a questo esperimento di scrittura collettiva, in questo modo:

  1. Ricordati che devi risorgere sarà diviso in 10 episodi. Ogni episodio verrà scritto in base alle preferenze espresse alla fine dell’episodio precedente.
  2. Una domanda concluderà infatti ogni episodio: come proseguirà la storia? Potrete votare una delle 3 possibilità previste di volta in volta e partecipare insieme agli altri lettori nel cambiare il corso degli eventi, definire il personaggio, intrecciare la trama.
  3. La maggioranza dei voti determinerà lo sviluppo del capitolo successivo.
  4. Potrete inoltre lasciare i vostri commenti ad ogni episodio, scambiare le vostre opinioni, idee e suggerimenti con gli altri lettori, con me e condividere la storia sui social network.

Continuate la storia con me!

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Ricordati che devi risorgere – Episodio 5

Vedi che in croce la sua testa inclina

(…)

Un latrare di versi orribili provenne all’improvviso dalle croci erette sull’altro lato del cortile. Sobbalzai nel mio nascondiglio e vidi che anche l’uomo tremava e si voltava, dandomi le spalle. Sulle croci stavano inchiodati tre di quei Morti atroci, fissati al legno in varie parti del corpo con numerosi punteruoli e stretti al collo da una grossa fune, che concedeva loro spazio appena sufficiente per contorcersi e spingere il capo innanzi.
Adesso che aguzzavo la vista, potevo scorgerne distintamente le orribili fattezze, ed essi erano completamente nudi, corrotti e scarnificati, appena in grado di lanciar quei loro immondi versi. Assieme a quei grugniti, udii quindi uno scampanare scomposto che proveniva da dietro le croci e mi accorsi solo allora che una stretta fune partiva da quella fissata al collo dei Crocifissi e ad ogni loro impeto faceva suonare dei rochi campanacci fissati su quei legni.

L’uomo dai capelli bianchi si volse attorno, impugnando la vanga come fosse un’alabarda e temendo, io credo, che quei versi e scampanii potessero richiamare da lungi altri Morti e farlo circondare da costoro. Ma ecco che invece fu l’uscio della chiesa ad aprirsi e un monaco incappucciato ne venne fuori e ristette in cima alla gradinata che conduceva al portale.

“Deh, Buon Frate!” Disse l’uomo dalle vesti lacere, con voce roca e intonazione volgare. “Siete voi di quelli Morti oppure ancora anima vivente e gradita a Dio?”
E quegli di rimando rispose, a voce alta per farsi sentire sotto la pioggia:

“Laudato si’ mio Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nessun uomo vivente può scappare.
Guai a quelli che morrano ne le peccata mortali,
beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati,
che la morte seconda nol farrà male.”

A quei versi di malaugurio, l’altro scosse allora il capo e io gli sentii distintamente mormorare un rosario di bestemmie a Iddio e ai santi. Poi guardò in alto quei tre Crocifissi che ancora scampanavano e si protendevano contro di lui e si diresse verso il monaco, senza staccar le mani dalla sua gran vanga.

Ed ecco che nuovamente, di fronte a siffatti prodigi, mi trovai in dubbio su cosa avessi dovuto fare.

Cosa farà adesso Corvaccio?

  • Resterà nascosto, per poi scappar via di soppiatto alla prima occasione
  • Si paleserà ai due uomini e si unirà a loro di fronte la chiesa
  • Spierà i due dalla distanza e li seguirà poi furtivamente

Leggi, scegli, vota e commenta Ricordati che devi risorgere!

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