Ricordati che devi risorgere – Episodio 6

by • 18/09/2013 • Decamerone dei Morti, News, Racconti, Roba miaComments (1)1400

Alfred_Rethel_Totentanz_Blatt_2

Repubblica Fiorentina, 1348. Arrigo, detto Corvaccio, è accerchiato dai Morti in una casupola tra le campagne di Certaldo. Riuscirà a fuggire e a mettersi in salvo dal Flagello che si è abbattuto sui regni degli uomini? Un racconto interattivo ambientato nel mondo del Decameron dei Morti

Come detto qualche post faThe Incipit è il bellissimo sito italiano dove poter postare delle storie a bivi che tutti possono leggere e votare, scegliendo di volta in volta il paragrafo con cui la storia continua… Una sorta di “Scegli la tua avventura” che però poi alla fine genera un racconto univoco e non uno ramificato. Ed ecco allora che ho deciso di aprire le vicende e l’ambientazione del mio Decameron dei Morti a nuovi sviluppi, ideando un racconto interattivo che tutti quelli interessati possono scrivere con me.

Il racconto si chiama Ricordati che devi risorgere ed è appena uscito il sesto episodio: Fugge il tuo tempo, peccator, e non te n’avvedi. Siete tutti invitati a partecipare a questo esperimento di scrittura collettiva, in questo modo:

  1. Ricordati che devi risorgere è diviso in 10 episodi. Ogni episodio è scritto in base alle preferenze espresse alla fine dell’episodio precedente.
  2. Una domanda conclude infatti ogni episodio: come proseguirà la storia? Potete votare una delle 3 possibilità previste di volta in volta e partecipare insieme agli altri lettori nel cambiare il corso degli eventi, definire il personaggio, intrecciare la trama.
  3. La maggioranza dei voti determina lo sviluppo del capitolo successivo.
  4. Potete inoltre lasciare i vostri commenti ad ogni episodio, scambiare le vostre opinioni, idee e suggerimenti con gli altri lettori, con me e condividere la storia sui social network.

Continuate la storia con me!

469px-Holbein_Danse_Macabre_9

Ricordati che devi risorgere – Episodio 6

Fugge il tuo tempo, peccator, e non te n’avvedi

(…)

“E che?” fece il villano, “Voi non temete di viver così esposti ai Morti nella selva? Forse Domineddio vi tutela così bene che non necessitate guarnigione o vi ha detto egli stesso di trattar i Morti in quel modo che vedo, o sia di issarli sulle croci a scherno del su’ Figliolo?”

M’avvidi allora anche dal riparo e da quella distanza come l’abate si infuriasse per quelle parole e per le bestemmie di poc’anzi e traesse fuori un gran rosario di legno, iniziando a sgranarlo tra le dita.
“Non è la Morte che temiamo” gli rispose poscia, “ché già vi dissi come essa noi anzi lodiamo ed esaltiamo. Fin da prima del Giorno del Giudizio la mia confraternita si occupava di sistemar i morti per la sepoltura, vestendoli e spargendoli di oli, benedicendoli e ponendoli a riposo in attesa della Fine dei Tempi. Oggi che il Giorno è giunto sappiam bene come prenderci cura anche dei Risorti, che sono anch’essi nei piani di Domineddio. In quanto a quelli che vedi crocifissi, essi invero non erano Morti prima di giungere quivi. Erano però peccatori come voi siete. Voltatevi dunque e prostratevi alla grandezza del Signore!”

A quel parlare io vidi che il villano stringeva forte la vanga alle mani, temendo già mala ventura, ma per un attimo egli esitò e cadde nell’inganno dell’abate, girando il capo a guardarsi le spalle.
In quel modo, l’abate gli gettò alla gola il rosario e con esso strinse come fosse una fune per strozzar capponi. Il pover’uomo gridò di sorpresa, lasciò andar la sua arma e provò a liberarsi il collo dalla morsa,

Invano! L’Abate lo tenne saldo e la corona di grani resistette a ogni strattone, finché il viandante non cadde riverso sulla schiena. “Ebbene peccatore,” esclamò ancora l’Abate, “così vi volevo prostrato! Vieni dentro con gli altri a fare penitenza!” e così dicendo trascinò il corpo riverso attraverso il portale della chiesa.

Come esaltati dalla tanta passione dei vivi lì da presso, i Crocifissi alzarono i loro strepiti al cielo e i loro campanacci stonati risuonarono nella pioggia scrosciante.

“Maledizione!” Mi chiesi allora. “Che fare?”

Ancora dubbi per Corvaccio su come proseguire il suo cammino. Cosa fare adesso?

  • Fuggir via a gambe levate da quel luogo di follia e orrore?
  • Correr contro l’abate ed assalirlo senza esitazione, per liberare il villico sconosciuto?
  • Avvicinarsi con cautela alla chiesa e al convento, cercando una via segreta per agire?

Leggi, scegli, vota e commenta Ricordati che devi risorgere!

Pin It

Related Posts

One Response to Ricordati che devi risorgere – Episodio 6

  1. RiVerso says:

    Ho già votato ma un “mi piace” anche qui ci sta, dai… giusto per il giovane Padawan 😀 😉

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *