Ricordati che devi risorgere – Episodio 8

by • 11/10/2013 • Decamerone dei Morti, News, Racconti, Roba miaComments (0)1515

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Repubblica Fiorentina, 1348. Arrigo, detto Corvaccio, è accerchiato dai Morti in una casupola tra le campagne di Certaldo. Riuscirà a fuggire e a mettersi in salvo dal Flagello che si è abbattuto sui regni degli uomini? Un racconto interattivo ambientato nel mondo del Decameron dei Morti

Come detto qualche post faThe Incipit è il bellissimo sito italiano dove poter postare delle storie a bivi che tutti possono leggere e votare, scegliendo di volta in volta il paragrafo con cui la storia continua… Una sorta di “Scegli la tua avventura” che però poi alla fine genera un racconto univoco e non uno ramificato. Ed ecco allora che ho deciso di aprire le vicende e l’ambientazione del mio Decameron dei Morti a nuovi sviluppi, ideando un racconto interattivo che tutti quelli interessati possono scrivere con me.

Il racconto si chiama Ricordati che devi risorgere ed è appena uscito l’ottavo episodio: Tu sei forse allo stremo e non lo credi. Siete tutti invitati a partecipare a questo esperimento di scrittura collettiva, in questo modo:

  1. Ricordati che devi risorgere è diviso in 10 episodi. Ogni episodio è scritto in base alle preferenze espresse alla fine dell’episodio precedente.
  2. Una domanda conclude infatti ogni episodio: come proseguirà la storia? Potete votare una delle 3 possibilità previste di volta in volta e partecipare insieme agli altri lettori nel cambiare il corso degli eventi, definire il personaggio, intrecciare la trama.
  3. La maggioranza dei voti determina lo sviluppo del capitolo successivo.
  4. Potete inoltre lasciare i vostri commenti ad ogni episodio, scambiare le vostre opinioni, idee e suggerimenti con gli altri lettori, con me e condividere la storia sui social network.

Continuate la storia con me!

469px-Holbein_Danse_Macabre_24Ricordati che devi risorgere – Episodio 8

Tu sei forse allo stremo e non lo credi

(…)

Un suono di ferri proveniva da una celletta, richiusa da un cancello che non fu difficile scardinare. Oltre di esso vi era un’arca d’argenti e ori, un antico reliquiario che secondo l’intitolatura incisa conteneva le vestigia di Santo Lazzaro.
Artisia si avvicinò e rimosse il coperchio. Vi era dentro un vecchio teschio e delle ossa fissate assieme da chiodi e placche di ferro e un fetore orrendo ne proveniva. Qualcuno aveva versato un liquame oscuro su quel carcame e ora quella pozza intrideva tutto l’ossame conservato e le fibie di metallo che lo connettevano. Vi eran poi altri pezzi gettati dentro, che mi parvero parti e membra di corpi più freschi di quelli del Santo e appariva quasi che quell’icore si avviticchiasse attorno al metallo e a tutte queste parti scomposte, pulsando e strisciando in vene nere e scarlatte.

Ed ecco che alla luce della nostra candela, quel cranio orrendo parve volgersi a noi e spalancò la mascella come per stridere, parlare o divorare e tutto quell’ammasso di carni marce, ferrame, umore e ossa sconnesse parve muoversi a spasmi, come se quel putridume potesse dalla morte inanimata riassemblarsi da sé e prendere vita.

Orlando si fece pallido e io stesso mi sentii mancare a quella vista. Artisia richiuse il coperchio dell’arca e se ne allontanò. “Costoro son giunti a crocifiggere i vivi e adorare i Morti. Codesta Confraternita è un’accozzaglia di folli, blasfemi e farabutti. Lasciamo questo luogo dunque, prima di finir pazzi anche noi”.

Così facemmo e uscimmo dalla chiesa per la porta che io stesso avevo aperto.
Alte urla e versi provenivano dall’edificio accanto e noi sospettammo che il villano stesse affrontando i monaci nel loro convento. Un gruppo di quelle abominevoli figure chine che avevo già osservato, coperte da pelle cadente e suture, parevan correre da ogni parte verso quel luogo. Il cortile della chiesa era invece spoglio e le tre croci non si vedevano più come fossero state spezzate alla base e trascinate via.

Mi chiesi allora cosa dovessi fare e cosa ancora mi sarebbe toccato in quella notte di orrore.

Cosa faranno adesso Corvaccio, Artisia e Orlando? 

  • Correranno verso il convento, per dar manforte al villano contro l’Abate?
  • Fronteggeranno gli Abomini che accorrono al convento?
  • Fuggiranno attraverso il Cortile, via da quel luogo di morte?

Leggi, scegli, vota e commenta Ricordati che devi risorgere!

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