Sette Amici e un Tesoro – una fiaba nefasta

by • 03/06/2012 • Racconti, Roba miaComments (0)1527

Un racconto scritto qualche anno fa e rinfrescato di recente per un concorso.

In una città del Grande Regno, Sette Amici un giorno trovarono la Mappa di un Tesoro.

Fu un mercante che glie la mostrò, uno di quegli astuti commercianti levantini dalle borse piene di oro rosso e una piuma di pavone sul cappello.

La Mappa mostrava una strada antica, desueta e scalcagnata, che conduceva ai resti di un lontano castello. Sulla Mappa la via era tratteggiata con inchiostro sottile e vi era una scritta accanto, che diceva Cattiva Strada. La linea attraversava monti, fiumi e valli, tutte disegnati da mano esperta, e terminava sotto il disegno di una torre diruta, che la Mappa chiamava Rovina. Dietro il profilo smangiato della torre era disegnato poi uno scrigno, che la Mappa chiamava Tesoro.

Sette Amici avevano visto la Mappa e Nessuno aveva voluto rinunciarvi. Misero assieme un mucchio di denaro e insieme la comprarono al mercante, che si fregò le mani soddisfatto.

E così furono Sette Amici a mettersi in viaggio il giorno dopo verso la Rovina.

Tutti insieme, amici per la pelle, tutti allegri e spensierati.

* * *

Dopo due giorni di cammino sulla Cattiva Strada, Sette Amici raggiunsero un fiume freddo ed impetuoso. Un ponte a schiena d’asino, in conci saldi e duri, era l’unico passaggio per attraversarlo. Stavano per mettere piede sul ponte quando una voce profonda e ruggente si sollevò da sotto l’arcatura.

Chi vuole passare sul mio ponte?” chiese la voce terribile.

Sette Amici diretti alla Rovina” fu la loro risposta.

Sul mio ponte si passa solo pagando il pedaggio” ruggì ancora la voce. Poi, da sotto la volta, emerse in spire riattorte un immenso Drago, srotolandosi sinuoso dal parapetto e strisciando lento sul pavimento di pietra. Il collo serpentino si sollevò e la testa coperta di lucide scaglie si portò proprio di fronte a loro, mostrando due acuti occhi verdi e una bocca dalle zanne altrettanto acuminate.

Sono il Drago del Ponte. Chi paga?”

Ebbene che facciamo?” chiese Uno, voltandosi a destra e a sinistra e cercando gli altri con lo sguardo.

Ma non li vide, perché erano tutti dietro di lui.

E non li udì, perché conoscevano già la risposta.

E fu così che Uno fu spinto avanti e cadde tra le spire e le fauci del Drago.

Il Pedaggio è pagato” disse il Drago del Ponte, leccandosi le fauci. “Potete passare.”

Noi siamo Sei Amici” dissero. “Uno era troppo incerto.”

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