Sherlock Holmes – Il Gioco di Avventura

by • 24/06/2011 • Dal LibroGame al Gioco di RuoloComments (0)1334

Una delle belle copertine dell’edizione italiana dei librogame di Sherlock Holmes

In un articolo apparso su DM Magazine si ragionava su come trasformare i Librogame in Giochi di Avventura. Dopo aver esaminato vari casi, ecco l’articolo relativo alla serie Sherlock Holmes, che ripercorre le avventure e l’ambientazione londinese di questo detective letterario.

Dalla recensione di Sherlock Holmes di Librogame’s Land: Il celebre investigatore è nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle, la cui famiglia viene ringraziata per la concessione dei diritti sul personaggio all’inizio di ogni volume della serie. Probabilmente sarebbe stato troppo pretendere di potersi immedesimare proprio nei panni dell’eroe di tutti gli investigatori privati, così ecco l’idea: far svolgere a Holmes, quasi sempre confinato nel suo studio-residenza del 221B di Baker Street, il ruolo di padrino-tutore del lettore. E’ a lui difatti che alla fine bisogna svelare la soluzione del mistero di turno, è lui che spesso guida le mosse future dell’investigatore impersonato dal lettore, grazie alle sue caratteristiche (e impossibili da comprendere, se non a posteriori) geniali intuizioni, che lasciano sbalorditi tanto chi legge, quanto il fido dottor Watson.

(…) Solo una parola sullo scenario, che è quello della Londra di epoca Vittoriana, di cui è offerto un ampio ed interessante spaccato sia a inizio volume, sotto forma di saggetto, sia in fondo leggendo i libri veri e propri.

Seguendo le piste di assassini, cospiratori o furfantelli di strada si girerà infatti per ippodromi, antichi college, pub malfamati, caserme militari, lussuose residenze, club privati, perfino a Buckingham Palace! Un grande modo per conoscere la Londra che fu, dagli splendori del quartiere degli affari, il West End, fino al degrado della periferia dell’East End. Fantastico.

Un’illustrazione interna che raffigura in maniera classica gli inquilini di Baker Street 221/b – In realtà, come ci ricordano i recenti film su Sherlock Holmes, i due erano nei romanzi molto più giovani di quanto non sia poi diventata la comune immagine delle serie televisive

Sherlock Holmes è una serie iconica, basata su investigazioni e deduzioni nella Londra vittoriana, con citazioni serrate del canone di Conan Doyle.

Anche i begli episodi di Sherlock Holmes possono essere sviluppati in un Gioco di Avventura, incentrato questa volta su indagini, cacce agli indizi, interrogatori e minime sequenze di azione, nello scenario dell’Inghilterra di fine ‘800. Tutti i volumi presentano casi generalmente ben fatti, con elenchi riassuntivi dei personaggi presentati, mappe di Londra e di altre zone utili, note sull’ambientazione e delle belle schede del personaggio chiamate “Fogli d’Identità”.

Una delle mappe presenti nei volumi della serie

Partiamo però dalla nota dolente: chi volesse organizzare delle sessioni di gruppo di questo gioco dovrà squadernarsi completamente le avventure e le missioni dei libri e redigere dettagliatissimi appunti su luoghi, fatti, momenti salienti, indizi, retroscena ed eventi. Creare e gestire missioni investigative basate su vere deduzioni e indizi disseminati è infatti quanto di più difficile ci possa essere nel mondo dei Giochi di Avventura e di Ruolo.

Quello che all’interno di un Librogame viene esposto in maniera lineare dall’autore, un Narratore deve invece prepararlo e conoscerlo perfettamente, per poter poi fronteggiare le richieste e le idee dei Giocatori, che seguiranno piste e indizi in ordine casuale, imprevedibile e spesso sorprendente. Alcuni “casi” si potrebbero rivelare troppo facili e altri troppo difficili e quello che un Narratore può dare per scontato quando prepara la vicenda da narrare si potrebbe rivelare del tutto fuori dai ragionamenti dei Giocatori.

Detto questo, si può passare agli aspetti positivi.

Innanzitutto, il regolamento della serie è abbastanza ben fatto. Il giocatore può creare il proprio investigatore distribuendo alcuni punti tra le proprie “Qualità”: Abilità, Astuzia, Intuito, Carisma, Osservazione, Cultura, che potrà segnare nel proprio Foglio d’Identità.

Il Foglio di Identità: chiaro e semplice quanto basta

Le Prove si effettuano lanciando 2d6, sommando il punteggio della Qualità relativa e cercando di raggiungere la soglia di riuscita segnata nel testo. Questo metodo è ideale per creare gruppi di indagatori ben assortiti ed è facilmente impiegabile con avanzamenti di livello basati su nuovi punti da distribuire.

Non ci sono regole generali per l’Equipaggiamento che può essere raccolto nel corso delle avventure, ma spesso i vari Oggetti hanno una funzione pratica o possono offrire vantaggi alle varie prove. È contemplato anche l’uso del denaro, ovviamente suddiviso in ghinee, sterline, scellini e penny. Nel corso della serie ufficiale, questi aspetti non sono molto curati e sarà quindi compito del Narratore determinare l’importanza e la disponibilità dei vari Oggetti. Il mio consiglio è quello di darvi un certo ruolo e limitare il numero di quelli trasportabili di volta in volta: nella Scheda ad esempio ce ne entrano solo 11!

La copertina originale di un gamebook della serie. La collana conta in italiano come in inglese di solo 8 numeri. il nono volume, mai pubblicato, avrebbe introdotto il personaggio di Moriarty

Come nella serie dei Librogame, i Personaggi a disposizione dei Giocatori  dovrebbero essere tutti “vicini” al duo di Baker Street: andranno benissimo ad esempio un allievo di Sherlock Holmes, un cugino del dottor Watson, un ammiratore dei due, uno degli “Irregolari”, un giovane poliziotto che voglia fare carriera, un vecchio collega di Watson o perfino un nobilotto intraprendente.

Il motivo per cui è consigliato creare questo collegamento con Holmes e Watson è “elementare” e facilmente deducibile proprio dalla difficile gestione di questi casi da parte del Narratore: come nelle avventure in solitaria, i personaggi creati da Sir Arthur Conan Doyle potranno intervenire quando la trama lo richiederà, aiutando i Personaggi in difficoltà e tirandoli fuori da situazioni di stallo o vicoli ciechi.

Sebbene non abbia nessuna correlazione con questi volumi, io consiglio infine vivamente di procurarsi il Gioco di Ruolo tutto italiano Holmes & Co., edito sempre dalla E ELLE nella propria collana Rolegame.

Le regole di Holmes & Co. non sono certo eccellenti e secondo me sarebbe meglio utilizzare quelle dei Librogame di Sherlock Holmes, ma il volume offre una vasta messe di consigli, suggerimenti e note utili per creare, immergersi e gestire il giallo classico e quello d’azione.

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0 Responses to Sherlock Holmes – Il Gioco di Avventura

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