Sol Levante – due chiacchiere con l’autore

by • 09/08/2013 • Dal LibroGame al Gioco di Ruolo, Giocare ancora a..., I Giochi del 2000, News, RecensioniComments (2)2548

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Abbiamo parlato di Sol Levante quando Librogame’s Land ha pubblicato il regolamento integrale, per gentile concessione dell’autore, e ancora qualche giorno fa con la recensione del gioco. Ecco quindi una bella chiacchierata con  l’autore, Eugenio Lauro. Chiamiamola intervista…

cropped-7833c3bad66b6672b43e39760a55660dBentrovato Eugenio, raccontaci un po’ di te.

Ciao Mauro.

Che dire, se dovessi scrivere il mio epitaffio ludico ci scriverei “piedi per terra e pensiero tra le nuvole”.

Sono un quarantenne romano, cresciuto tra gli anni ’80 dei cartoni giapponesi e gli anni ’90 della golden age ruolistica. Sopravvissuto alla New Economy, da circa quindici anni mi occupo di Internet e nuove tecnologie in una agenzia di stampa nazionale.

Grazie alla tua disponibilità abbiamo reso disponibile la versione digitale di Sol Levante. Ci racconti com’è nato questo gioco e come è approdato tra I Giochi del 2000?

Grazie a te per l’ottimo lavoro che state portando avanti con il progetto librogame.net, una risorsa incredibile per appassionati e nostalgici (come me!). Dunque, nei primi anni ’90, un po’ tutti sono stati colpiti dalla “manga invasion”, io non ho fatto eccezione. Questa passione si è andata ad aggiungere a quella dei giochi di ruolo e a quella della cultura marziale nipponica che già coltivavo, dandomi lo spunto per creare un gioco di ruolo ispirato al Giappone medioevale fantastico che fosse abbastanza semplice ed immediato da catturare l’attenzione degli appassionati. All’epoca non c’erano pubblicazioni del genere in italiano perciò, quando venne creata la collana divulgativa “I Giochi del 2000” proposi il gioco ad Andrea Angiolino (il curatore), che rispose positivamente, anche grazie al fatto che Sol Levante era già costruito secondo i canoni dell’opera.

Come sono (o sono state) le tue partite di Sol Levante? Quanta gente hai coinvolto? Ci continui a giocare?

Per il playtesting e la stesura coinvolsi alcuni amici che all’epoca frequentavano il dipartimento di Lingue e Civiltà Orientali presso l’Università di Roma e i miei gruppi di gioco abituali. Le partite sono state molto divertenti perché l’argomento fece presa subito sui partecipanti. Non ho continuato a giocarci perché lo scopo del gioco (e della collana) era dedicato principalmente ai neofiti (per farti un esempio, il Master l’avevo chiamato “Sensei” ma in fase di editing fu riportato a “Master” per standardizzare la nomenclatura rispetto ai giochi più diffusi) . In seguito ho saputo che alcuni giocatori hanno adattato l’avventura interna al gioco di ruolo “Legend of the Five Rings”.

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Cosa preferisci di Sol Levante? L’aspetto storico e realistico, la cultura marziale e religiosa giapponese o l’elemento fantastico?

Direi l’insieme delle tre cose. In Italia l’interesse per la cultura Giapponese è arrivato alle masse attraverso i mezzi d’intrattenimento, dai cartoni animati ai manga, perciò l’immaginario collettivo era già condizionato da elementi fantastici e luoghi comuni. In Sol Levante ho cercato di rimanere più fedele alla cultura marziale, livellando alcune consuetudini errate. Certo lo spazio per farlo era veramente esiguo perciò mi sono aiutato sfruttando una terminologia originale ed alcune figure già note ai più.

Se potessi rifare questo gioco, diciamo in una sua Seconda Edizione, come vorresti realizzarlo? Cosa cambieresti, elimineresti o aggiungeresti?

In questi anni il game design ruolistico si è molto evoluto, soprattutto nei casi di giochi di ruolo “light”.

Se dovessi fare una seconda edizione, svilupperei maggiormente gli aspetti culturali orientali che si distaccano da quelli occidentali, definendoli meglio e inserendoli come parte integrante del regolamento. Probabilmente, per mantenere lo scopo divulgativo, adotterei un approccio più semplice nella creazione dei personaggi, abbandonando la struttura “canonica” classe-caratteristica-abilità a vantaggio di qualcosa di più immediato. Anche il ruolo del Master o meglio del “Sensei”, lo alleggerirei favorendo un maggiore coinvolgimento dei giocatori nella narrazione.

Hai creato altri giochi in questi 15 anni? Hai dei progetti a cui stai lavorando o hai partecipato?

schadowsofesteren-0-prologue_smallOvviamente!

A mio avviso non esiste un vero giocatore che non pensi anche a farsi i suoi gdr, la creatività si alimenta anche di questo. La differenza tra oggi e gli anni ‘90 è che quello del game design oggi è un mestiere richiede competenze specifiche, oltre ad una grande passione e professionalità.

Dopo una lunga pausa, l’età adulta ha richiesto il suo pedaggio, ho ripreso ad occuparmi di gdr.

Sto curando l’edizione italiana di Shadows Of Esteren, un gioco di ruolo horror-fantasy di produzione francese, che sta avendo un notevole successo su Kickstarter ed è stato candidato agli Ennies.

Infine, senza troppe pretese, ho aperto un blog sui giochi di ruolo, per poterne parlarne in modo agnostico e adulto.

A cosa giochi oggi?

Dopo la diaspora dei gruppi storici, la diffusione dei mezzi digitali mi ha permesso di tornare al gioco attivo attraverso i molti “play by something”: forum, mail, chat, hangout, teamspeak, virtual tabletop, ecc… Attualmente sono impegnato (anche troppo!) con Shadowrun, Runequest, D&D (la primissima edizione!), Dungeon World e Levity. A breve proverò anche Torchbearer e spero di trovare il modo di aggiungere Eclipse Phase alla lista, un gioco che mi ha impressionato favorevolmente. Ovviamente nell’elenco dovrà aggiungere Shadows of Esteren… come vedi è facile capire perché la mia compagna ha di che lamentarsi!

Se un editore ti desse carta bianca per lavorare a un nuovo progetto, cosa gli proporresti?

Penso che gli proporrei qualcosa basato sulla tradizione fantastica mediterranea. Dai tempi di Kata Kumbas non mi vengono in mente altri giochi a larga diffusione che tengano conto della nostra tradizione di genere, che pure offre moltissimi spunti per avventure dal sapore piacaresco, scanzonato e un po’ cialtrone. Penso che un progetto del genere, se ben congeniato e collocato nel periodo storico rinascimentale, potrebbe addirittura essere proposto all’estero. Il successo del nostrano “L’Unico Anello” mi fa pensare che la qualità può sconfinare facilmente.

Grazie Eugenio e a presto!

Leggi la recensione originale su Librogame’s Land!

Scarica gratuitamente la versione digitale Sol Levante!  

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2 Responses to Sol Levante – due chiacchiere con l’autore

  1. […] e l’intervista con l’autore disponibile su Capponata Meccanica […]

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