Storie di Fantasmi “Classiche” – 5 libri fondamentali (+1)

by • 10/09/2019 • Consigli per gli acquisti, Editoria e Narrativa, Il Fabbricante di Spettri, Imago Mortis, Racconti, Recensioni, Repertorio FantasticoComments (2)184

Dopo l’articolo dedicato ai libri SUI fantasmi, è la volta di 5 consigli di lettura per storie DI fantasmi. In particolare raccolte di racconti “classici”.

Chi segue Caponata Meccanica sa che fantasmi, vampiri, stregonerie, diavolerie e congegni meccanici sono di casa, e ogni volta che questi argomenti si possono combinare qui siamo tutti ancora più contenti.

A volte però è anche stimolante tornare indietro a distillare la materia prima pura da cui queste contaminazioni provengono, e questa volta è il turno proprio delle storie di fantasmi. Questo articolo è dedicato infatti al racconto per fantasmi “classico”, ovvero di matrice ottocentesca e con degli strascichi novecenteschi.

In passato, lavorando su Imago Mortis RPG e Il fabbricante di spettri, ho raccontato volentieri le mie ispirazioni dal mondo del racconto fantastico più moderno, quello dove il fantasma si mescola alla cenere industriale, al fumo e allo smog. Quell’articolo si chiama Spettri: Brutti, sporchi e (soprattutto) cattivi… ed è ancora lì che vi aspetta. Oggi però parliamo delle storie di fantasmi più rigorosamente “canoniche”, e lo facciamo tendendo uno sguardo anche all’articolo relativo ai saggi sui fantasmi pubblicato la settimana scorsa!

Partiamo subito allora con i cinque libri (+1) di questa rassegna.

Fantasmagoriana

Saltando i racconti antichi e medievali, le collezioni di curiosità e racconti, e dribblando alcuni grandissimi (Poe, Hodgson), troppo unici per poterli associare davvero all’aspetto più classico del genere, vorrei cominciare questa rassegna da Fantasmagoriana, forse il più classico dei classici della Ghost Story, di cui ho anche parlato qualche mese addietro in relazione al mio romanzo Il fabbricante di spettri…

La “Fantasmagoriana” è un’antologia di otto racconti tedeschi settecenteschi di genere gotico, tradotti in francese nel 1812 e in inglese l’anno successivo, col titolo Tales of the Dead. Il suo nome è direttamente ed esplicitamente un richiamo agli spettacoli tanto in voga al tempo, le Fantasmagorie tramite Lanterne Magiche, ma la cosa adesso più importante è che la raccolta stabilisce editorialmente un primo “canone” della ghost story, aggiungendosi alle altre opere gotiche che andavano uscendo tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo.

Come tutti gli esperti del settore sanno, questa antologia tedesca ha avuto il suo colpo di scena nell’estate del 1816, quando Lord Byron, Mary Shelley, Percy Shelley, John William Polidori e Claire Clairmont lessero il volume nella villa di Byron a Cologny, in Svizzera, traendo da esso l’ispirazione per il loro gioco letterario delle sere successive, che ha poi dato vita tra gli altri al romanzo Frankenstein e al racconto Il vampiro, capisaldi a loro volta del genere gotico e ispiratori, rispettivamente, della fantascienza e dell’horror contemporanei.

Questo tomo basilare del genere lo trovate tra le altre cose in italiano in una versione curatissima e interessante, piena di note critiche, saggi di approfondimento e appendici letterarie, che la impreziosiscono non poco.

Seminale.

Gli inquilini del piano di sopra

L’ottima Nova Delphi, la stessa di Fantasmagoriana, ha successivamente pubblicato questo volumetto, coerente per tematica, estetica e dimensioni, nonché per cura editoriale, dedicato al sottogenere delle case infestate.

Il libretto raccoglie otto racconti, in questo caso pubblicati tutti originariamente in maniera distinta e non assieme, come quelli di Fantasmagoriana. Tra gli autori vi sono nomi come Le Fanu, H. G. Wells e Algernon Blackwood, sicuramente pilastri della narrativa fantastica, ma tutta la raccolta è gradevolissima e ben focalizzata, e offre uno spaccato più completo delle storie di fantasmi classiche perfino rispetto a Fantasmagoriana, talmente seminale da non essere ancora “canonico”.

Anche qui, note, appendici, saggi e contenuti speciali arricchiscono la lettura con il suo contesto e fanno il piacere dell’appassionato più completo.

Tematico.

Da leggersi all’imbrunire. Racconti di fantasmi di Charles Dickens

Tutti sappiamo che Dickens non era solo lo scrittore puccettoso delle riduzioni Disney, ma l’autore forse più celebre e celebrato dell’Ottocento inglese, penna capace di spaziare in tantissimi generi e registri.

Per quanto riguarda le storie di fantasmi, non c’è dubbio che Dickens sia uno dei pilastri del genere, a partire dal più noto Canto di Natale, ad alcune vicende del Circolo Pickwick fino alle ghost story più classiche.

Da leggersi all’imbrunire” è la raccolta fondamentale operata da Frederick Malcolm Skey per Einaudi, che ci presenta l’antologia completa delle storie di fantasmi del celeberrimo scrittore, anche qui in un’edizione critica e filologicamente entusiasmante, con in appendice ulteriori contributi dedicati al genere.

Lo stile dell’autore si sente molto, ovviamente, e non è facile trovare orrore o terrore in queste storie, quanto piuttosto il macabro e (un po’) il perturbante. Ma è anche vero che Dickens ha dato moltissimo al genere delle storie di fantasmi, e dunque è impossibile non considerare anche questo libro tra i fondamentali.

Dickensiano.

INTERVALLO: Tutti i racconti di fantasmi di Montague Rhode James

Per essere un elenco di consigli davvero completo e preciso, questo sarebbe il momento di fare entrare in gioco il Pezzo da Novanta per eccellenza della Ghost Story classica, Montague Rhode James, con la raccolta completa delle sue storie di fantasmi.

Tuttavia, di questo libro fondamentale ho già parlato, quindi non mi ripeto. Vi rimando all’articolo specifico e vi invito a prendere il volume, se lo trovate, perché rappresenta – detto brevemente – la summa otto-novecentesca delle storie di fantasmi “classiche”.

Fondamentale.

Racconti di fantasmi di Henry James

Se Montague Rhode James e Charles Dickens rappresentano il “classico” per eccellenza, con l’anglo-americano Henry James abbiamo un primo trasformarsi delle storie di fantasmi in racconti introspettivi e dolenti, dove il cupo e il lugubre della vicenda sono solo emanazione degli stati d’animo dei personaggi e del messaggio universale che vuole veicolare l’autore. Questo non vuol dire tuttavia che H. James sia solamente un decadente cantore delle pene umane, visto che nelle sue biografie non mancano elementi che dimostrano l’attrazione verso occulto, incubi, orrore e terrori vari, di natura sia letteraria che immaginaria.

Ci si trova molta più “America” in queste storie, e molta più atmosfera. Sono vicende lente e cupe, a volte debilitanti anche per il lettore meno che appassionato, ma terminando finalmente il libro non si può che rimanerne affascinati e perturbati. I fantasmi di Henry James sono di fatto i nostri veri fantasmi: angosce, manie, ossessioni, ricordi ricorrenti, rimorsi, male di vivere.

Completano la raccolta un saggio di Virginia Woolf e un altro del curatore della raccolta, più pagine biografiche e critiche ai testi.

Malinconico.

L’ora degli spettri – Edizioni Hypnos

Il genere delle storie di fantasmi classiche vive di racconti brevi, e quindi di antologie. Anni fa era uscita (in varie riedizioni) la grande raccolta di storie per fantasmi della Newton, che consiglierei sempre, ma che comunque mi risulta adesso fuori produzione.

Per farsi un’idea della messe di ghost story prodotta tra ‘800 e ‘900 in Europa (principalmente Scozia, Irlanda e Inghilterra) e Stati Uniti, questa recente antologia della Hypnos (piccola ma agguerrita casa editrice che da anni ripropone i grandi classici del weird) offre una messe di storie di fantasmi pubblicate su riviste pulp, antologie dell’epoca e periodici. Più che una collezione di gemme rare e scintillanti, si tratta di una robusta collana di titoli di mezza classifica, ma che esprime perfettamente il consolidamento, l’evoluzione e infine l’esaurimento della tradizione della ghost story “classica”. Rispetto al canonico racconto di M. Rhode James, qui ci sono anche diverse variazioni in stile e tema, che allargano un po’ lo spettro (ahahahha) del canone.

Terminare la propria escursione nel mondo delle storie di fantasmi con L’ora degli spettri vuol dire essere sicuri di aver completamente esaurito l’argomento ed essere pronti a passare oltre, per esempio a storie di spettri più moderne o alle altre espressioni del perturbante e del sinistro che hanno caratterizzato la narrativa fantastica del Novecento.

Conclusivo.

La rassegna termina qui. Vi rimando ad altri articoli simili e vi invito a segnalarmi altre antologie di storie di fantasmi che vi sono piaciute:

Libri sui Fantasmi – una cinquina di saggi fondamentali

Spettri: Brutti, sporchi e (soprattutto) cattivi…

IL FABBRICANTE DI SPETTRI – UN ROMANZO A METÀ TRA STORIA E PARANORMALE

I Vampiri in narrativa – bibliografia fondamentale

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2 Responses to Storie di Fantasmi “Classiche” – 5 libri fondamentali (+1)

  1. Davide Mana says:

    Sarebbe bello leggere qualcosa di Oliver Onions, l’altro grande autore di storie di spettri insieme con M.R. James. Mi risulta una edizione Hypnos di sei suoi racconti, Il Volto Dipinto, che però Amazon mi dà come non disponibile. Credo valga la pena darle la caccia su eBay o alle fiere.
    Amazon uccide poi ogni speranza ditrovare qualcosa di E.F. Benson nella nostra lingua (la sua raccolta Night Terrors è considerata un classico), e neanche uno dei cinquanta e rotti volumi di storie di spettri curati dal compianto Richard Dalby (e questo è strano, perché Dalby stava a Torino, e io sono certo che negli anni ’90 qualcosa di suo fosse uscito).

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