The One Ring in italiano

by • 21/04/2011 • NewsComments (0)996

Una illustrazione tolkieniana di Tomasz Jedruszek, interior artist di The One Ring

UDITE! UDITE!

Dalle parole dello stesso italianissimo creatore del gioco Francesco Nepitello si apprende che The One Ring, il nuovo gdr ambientato nella tolkieniana Terra di Mezzo vedrà la luce in italiano, in contemporanea all’originale versione inglese. L’autore garantisce la fedeltà all’ambientazione e aggiunge:

Il progetto prevede tre core sets, di cui “Adventures over the edge of the Wild” è il primo. Questo primo core set è un gioco completo, ambientato storicamente e geograficamente in un punto preciso, quello che abbiamo identificato come il più adatto a un gdr. Consideriamo che sia il più adatto perché è un setting noto a tutti i lettori (le Terre Selvagge subito dopo gli eventi de Lo Hobbit) ma sul quale Tolkien ha scritto il giusto, nel senso che c’é ampio spazio perché i giocatori ritaglino la propria saga senza sentire troppe costrizioni dal ‘canone’ Tolkieniano. Per fare solo un esempio, Tolkien dice che a pochi anni dall’inizio ‘ufficiale’ del gioco Sauron reclama Dol Guldur, inviando degli Spettri dell’Anello a Bosco Atro: materiale incluso in TOR 1 ti offre spunti per giocare l’evento, modificarlo e reinterpretarlo, alla luce delle azioni dei tuoi giocatori.

Gli eventi non sono parte del sistema, nel senso che non ci sono meccaniche che ti costringono a integrare eventi descritti da Tolkien. L’ambientazione e’ presentata come quella che porterà alla Guerra dell’Anello circa settant’anni dopo. Sta a ciascun gruppo di gioco vedere come ci si arriverà. Settant’anni sono molti: le azioni dei PG potrebbero migliorare la situazione, peggiorarla o non influenzarla affatto. I PG potrebbero decidere di andare a Est come emissari di Re Bard a combattere guerre contro le orde orientali, o cercare Rivendell per stabilirsi lì come avventurieri in compagnia dei figli di Elrond, o lottare fianco a fianco degli uomini delle Terre Selvagge contro l’Ombra di Dol Guldur, o non fare nulla di tutto ciò e vivere alla giornata, ecc. ecc. Insomma, c’é molto da fare, e ciò che ha scritto Tolkien funge da meraviglioso ‘canovaccio’ che può essere stravolto, o rispettato come la Bibbia.

Una illustrazione di John Howe, autore della copertina di The One Ring


Sui crediti del gioco:

La genesi del gioco e’ stata lunga, e quindi sono accadute molte cose. Per farla breve, il gioco è stato scritto interamente da me (salvo interventi editoriali del british Dominic McDowall-Thomas), ma soprattutto in fase di concept ho lavorato a stretto contatto con Marco, per poi proseguire sempre di concerto ma con minori interventi diretti da parte sua. Nell’ultimo anno poi sono stato molto aiutato da Amado Angulo, un appassionato di Ensenada, Mexico, grandissimo giocatore e cervellone analitico, collaborazione molto fruttuosa in fase di developement e testing (c’è pure qualche contributo quasi interamente suo). Senza dimenticare il number-cruncher Giacomo Marchi, che ha analizzato approfonditamente tutte le incarnazioni delle meccaniche dei dadi.

John Howe è stato coinvolto nel gioco dal primo giorno – io e Maggi siamo pure stati a casa sua in Svizzera a mettere giù le basi del lavoro! Nerd-moment come pochi… John ha fatto un sacco di concept art, diversi pezzi grandi a colori, e quando meno me lo aspettavo (settimana scorsa) ha pure fatto un’illustrazione a colori per la copertina – veramente diversa da quello che mi sarei aspettato (in positivo!), nell’ultimo anno di lavoro per Peter Jackson la sua tecnica si e’ evoluta un sacco.

Poi, non meno importanti, ci sono Jon Hodgson, l’autore di molte cose di Cubicle 7 e Tomasz Jedruszek, che gia’ avrete visto in molti lavori di FFG sul mondo di Westeros. Hodgson mi era piaciuto un sacco su Dragon Warriors, e notando un qualcosa di Angus McBride in lui l’ho cercato e fortunatamente trovato. Jon Hodgson e’ quello che piu’ ha dato a The One Ring, perché l’ha preso davvero come il ‘lavoro di una vita’. Fa dei mostri veramente ‘belli e Tolkieniani, IMO.

La “contemporaneità” con l’uscita inglese significa che uscirà in Agosto, sicché se ne può prevedere già grande saccheggio alla Fiera di Lucca.

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