Twixt – di Francis Ford Coppola

by • 03/08/2012 • Recensioni, Roba miaComments (0)1646

Di cosa si tratta

Twixt è un film del 2011 scritto, sceneggiato, diretto e prodotto da Francis Ford Coppola. Alcune parti sono in un bianco e nero con sprazzi di colore e altre ancora in 3D, nonostante gran parte del film sia in un normalissimo colore e 2D. Presentato al festival di Toronto 2011 e proiettato a quello di Torino del 2012, Twixt è un film gotico e onirico, a volte surreale e drammatico, privo però di cupezza eccessiva e momenti di orrore.

Cosa succede

America, oggi. Uno scrittore in declino di “libri di streghe” arriva in una cittadina “bizzarra” con alcuni elementi un po’ inquietanti che emergono qua e là: la torre dell’orologio a sette facce con ogni quadrante che indica un’ora diversa, lo sceriffo intagliatore, l’obitorio in cui riposa una ragazza con un paletto nel cuore, il campo dei ragazzi perduti di là dal lago, la locanda dove ha vissuto Edgar Allan Poe, la vecchia canonica dove decenni prima sono stati assassinati 12 bambini  e cose così…

In cerca dell’ispirazione per il prossimo libro, lo scrittore finisce per rimanere e calarsi nell’atmosfera cittadina, indagando su crimini vecchi e nuovi e finendo in una serie di esperienze oniriche a base di whysky e sonniferi.

Passerà così le notti sognando di Edgar Allan Poe, spettri e omicidi e i giorni con gli strani personaggi della città, cercando di ricostruire le complesse vicende di quel luogo, un po’ Twin Peaks e un po’ American Gothic (la serie tv, non il libro). Si arriva poi doverosamente alla soluzione finale, che lascia però alcuni interrogativi aperti e alcune cose non dette, nella migliore tradizione del genere fantastico: fin dopo la conclusione della storia non si sarà mai sicuri se i fatti strani e le apparizioni siano reali o piuttosto solo sogni, allucinazioni o vicende di un romanzo.

Lo scrittore protagonista assieme a Edgar Allan Poe in una delle parti oniriche del film

Grezzezza

La presenza di Val Kilmer, ex tamarro da competizione quando faceva Mad Martigan in Willow, avrebbe fatto pensare a un possibile buon valore di grezzezza, ma il suo ruolo stavolta è tutto tranne che greve. Strano a dirsi, il Nostro riesce anche a incarnare il proprio personaggio discretamente bene. Lo sceriffo del villaggio e il suo vice rientrano invece nel ruolo di macchiette, piuttosto che di veri coatti di provincia. 

Nerdismo

Troppo raffinato per essere davvero nerd. Niente citazioni illustri o rimandi, se non un accenno a Stephen King e la presenza di Poe per gran parte del film. Si può fare di meglio! 

Figaggine

A quanto pare il film ha diviso i critici (quei pochi che l’hanno visto) sull’essere una gran boiata o un filmone. Vedere il film permetterebbe di entrare a buon diritto nella diatriba e allora via a commentare che il livello non è più quello de Il Padrino o di Apocalypse Now (ma neanche di Dracula), che il vecchio ormai si è perso per strada, che le inquadrature, la regia, la sperimentazione… Oppure che finalmente siamo tornati al grande Cinema e che il maestro è sempre il maestro, in barba alle Mayor di hollywood che ormai non se lo filano più…

Si tratta pur sempre di un film di Coppola presentato ai festival del cinema, quindi la figaggine in un modo o nell’altro c’è. Eccome!

La Chicca

Piacevole la presenza di Poe e di Virginia nelle scene sognanti e notturne. Misterioso e conturbante il mondo dei “ragazzi perduti” di là dal lago e del loro pericoloso capo: forse un vampiro, forse un’anima dannata.

La Fesseria

Nessuna fesseria di rilievo ma forse, in generale, molte occasioni sprecate. Perché non calcare la mano sui vampiri o sulla follia dei personaggi più bizzarri? Perché non esagerare con la torre a sette quadranti o con la strana passione per il legno dello sceriffo Le Grange? Ci sono molti spunti gotici e inquietanti, onirici e bizzarri. Ma noi ne volevamo ancora e ne volevamo di più!

Giudizio complessivo

Twixt non è un capolavoro e non farà la storia del cinema, eppure è un film dignitoso, si lascia guardare dall’inizio alla fine senza perdere ritmo, cadere di stile o infastidire, ha una storia interessante e molte trovate. Bravissimi gli attori, inutile parlare dell’abilità del regista. Il cuore del film è sicuramente il suo impatto visivo, a cui vanno aggiunte di certo le trovate oniriche e bizzarre, nonché il drammatico sottofondo della storia e il “twist finale”, più volte annunciato e infine sapientemente concesso.

Tempo speso bene.


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