Vanni Santoni – Giornata di uno scrittore

by • 13/10/2017 • Editoria e Narrativa, Giornata di uno scrittore, LifestyleComments (0)1920

Vanni Santoni

Come si svolge la tipica giornata di lavoro degli scrittori italiani professionisti? Vanni Santoni ci racconta la propria.

Giornata di uno scrittore è il racconto che alcuni scrittori italiani hanno dedicato a Caponata Meccanica sulla propria tipica giornata lavorativa. Questa rubrica è ispirata a quella analoga del Guardian – Review. Gli autori che trovate in questa rubrica hanno fatto della scrittura il loro mestiere principale e provano a pagarci affitto e bollette; vale anche un misto di narrativa, fiction, articoli, editing, cura editoriale, conferenze e corsi di scrittura, giochi, traduzioni, sceneggiature, collaborazioni, canzoni, ghostwriting e copywriting… purché in ogni caso, sedersi al tavolo e scrivere sia il loro lavoro.

Oggi vi presentiamo…

Giornata di uno scrittore – Vanni Santoni

Una necessaria premessa: la disciplina, nella scrittura, è tutto.

la-stanza-profonda-vanni-santoniAnche quando hai passato la giovinezza a ritenere che la strada dell’eccesso portasse al palazzo della saggezza, e hai pure visto che è così, tale saggezza non può che condurre a ribadire tale principio.

Leggere tutti i giorni, scrivere tutti i giorni e darsi un minimo di battute o pagine da fare in ogni sessione (pur nell’ovvia consapevolezza del fatto che quantità non vuol dire qualità) è il prerequisito minimo per vivere di scrittura. Da ciò si desume che proteggere il proprio tempo di scrittura è la priorità, e che il resto della vita debba purtroppo essere organizzato in tal senso.

Conosco scrittori che scrivono alla mattina, magari cominciando molto presto, proprio per affrontare l’impegno a mente fresca. Probabilmente è una buona idea ma io, forse proprio perché ho appreso la disciplina in età relativamente tarda – ho cominciato a scrivere a ventisei anni e prima, non avendo ancora trovato niente che mi interessasse al punto da valere uno sforzo reale, il concetto stesso mi era sconosciuto – devo prima sgomberare la mente dagli impegni del giorno.

71MVdDya-+LQuindi scrivo di sera e di notte. Ne consegue una giornata in cui mi sveglio abbastanza tardi, sbrigo gli affari quotidiani come corrispondenza, gestione dei social, lettura di riviste e blog letterari nella tarda mattinata, poi pranzo e nel pomeriggio mi dedico alla lettura, alla stesura di articoli per giornali e riviste e all’editing o alla selezione per la collana che dirigo.

Cerco di cenare molto presto e a quel punto esco, mi piazzo in un bar e mi metto a scrivere. Uscire di casa per me è fondamentale, sia perché in mezzo alla gente mi concentro meglio, senza finire a cazzeggiare su Internet, sia perché scrivere in un locale mentre mi bevo una birra genera un’illusione di interazione sociale che compensa in parte il fatto che, quando si scrive di mestiere, quasi qualunque attività al di fuori della lettura e della scrittura è impensabile – e il tempo non basta, comunque, mai.

Normalmente, nelle fasi iniziali o finali di un libro, mi impongo di fare almeno 5000 battute. Se sono nel vivo della stesura, quando non c’è tanto da pensare ma solo da lasciar andare la scrittura, l’obiettivo diventano invece le 10’000. Quando ho raggiunto quella cifra mi fermo, anche se potrei continuare. Avere materiale caldo ancora da scrivere facilita l’avvio il giorno successivo. A volte ci riesco in poco tempo. Altre volte devo stare lì a soffrire fino a tarda notte.

muro-di-casseQuando poi il libro è alla fine della lavorazione, in genere mi porto il lavoro anche a casa e continuo fino all’alba per non staccare.

Nei casi, per fortuna abbastanza rari, in cui il libro non vuole saperne di andare avanti (o non ho proprio voglia di dedicarmici), mi butto sugli articoli così da portarmi avanti col lavoro e guadagnarmi una serata libera o avere più tempo per la scrittura letteraria nei giorni a venire.

Quando invece esce un libro nuovo sospendo la scrittura nel primo mese del lancio, e a volte nei primi tre mesi – ho imparato che è troppo logorante, non ne vale la pena.

In quei periodi, tutto il tempo che riesco a ritagliare fuori dalle presentazioni lo dedico allo studio e alla lettura.

Trovate Vanni Santoni sul suo blog, e i suoi libri su Amazon.it!

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